Non ti chiedo scusa cara Meloni

Non ti chiedo scusa cara Meloni.
Non mi ritengo un buonista, uno che ricerca il mondo delle favole.

Ho memoria per le cose dette e non dette, ho milioni (per non dire infiniti) difetti, ma difenderò sempre il mio diritto di essere franco, di non vivere nel rimorso, di essere partigiano del nostro tempo.

Ecco, Giorgia Meloni, non ti chiedo scusa per quello che sta accadendo.
Perché nessuno si sta “scagliando” contro di te, sul fatto che sei incinta.
Non ti chiedo scusa, anzi, a differenza tua, ti auguro di avere una grande famiglia, tanti figli e una dimensione privata proporzionale alla tua o alla vostra condotta di vita.
Auguro questa felicità tralasciando il fatto che tu non sia sposata. Che tu sia in una comune e normale famiglia di fatto (come tante in Italia).
Non ti chiedo scusa perchè non puoi “predicare bene” e “razzolare male” e che non hai nessun diritto (alla luce dei fatti) ad ergerti a paladina della famiglia tradizionale.

Non ti chiedo scusa perchè puoi essere cristiana quando vuoi ma con quelle parole al family day, colme di ipocrisia, hai scavalcato (nei fatti) ogni dogma cattolico, ogni legge bigotta confezionata da questo Stato (Vaticano) sempre più lontano dai nostri tempi.

Non ti chiedo scusa perché in tanti ricordano quando cinque anni fa attaccavi Gianna Nannini​ di protagonismo ( “…non ho ancora avuto figli, ma immagino che a qualche ora dal parto penserei a tante cose, tranne che a far chiamare il mio ufficio stampa per raccogliere delle dichiarazioni utili ad avviare un po’ di dibattito intorno alla nascita di mio figlio”).

Ma poi…

Non ti chiedo scusa Giorgia Meloni perché, pur essendo contrario e distante anni luce dalle tue idee e dalla tua persona, sei parte di diritto di quell’esercito di ipocriti e conservatori, di quelli che seguono la libertà. Quella degli altri, però.

Non ti chiedo scusa Giorgia Meloni, perché non accetto insegnamenti ne da te ne da altri, da coloro che si sono sposati a Las Vegas, che hanno divorziato più volte, che hanno avuto in famiglia mariti che frequentavano minorenni, che hanno giocato il proprio spermatozoo in qualche casinò americano.

Non ti chiedo scusa, ma auguro a tuo figlio il meglio.

Che sappia declinare in maniera diversa la parola amore: senza alcuna regola, senza dogmi o postille. Che viva la bellezza della naturalezza, senza pensare che qualcosa o qualcuno sia contro natura.
Spero che tu possa insegnare al meglio cosa significa essere liberi e, mentre lo farai, prova a dimenticare quell’anima criptofascista che sta bruciando menti e cuori.

Chiamala Libera se donna, Ulisse se uomo. Imparerà a praticare la libertà e essere cittadino del mondo.

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5 pensieri su “Non ti chiedo scusa cara Meloni

  1. Scrivo due parole così ti aumento la “popolarità” che il tuo blogghetto sta avendo per questo post banalissimo.
    La capacità di chiedere scusa, il rendersi conto d’aver sbagliato, il perdono sono cose aliene da chi ha il cuore indurito e, coscientemente, rifiuta -RINUNCIA- alla logica del perdono/carità/amore.
    Nel merito: ovvio che non è per nulla edificante né da esempio il fatto che una donna resti incinta da nubile (e/o da sposata con altra persona che non sia il coniuge.Chiamasi adulterio). Ma è così evidente la strumentalità della polemica volta ad infangare una persona che era -ed è- oggetto di odio (politico, personale, ideologico etc) indipendentemente dalla gravidanza.

    Se poi uno volesse usare la stessa moneta (ma questo sarebbe nella logica del “dente per dente” che un cristiano non pratica) si metterebbe ad elencare il numero di parlamentari e/o esponenti politici che hanno avuto gravidanze fuori dal matrimonio.

    Ma qui sarebbero in tanti ad arrossire. Ed allora è meglio di no.
    Tanto chi è ostinato nel peccato -e nella “libertà”, ovvero falsa libertà- resta impaludato in esso.

    Ogni Bene.

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    1. Nel rispetto del suo pensiero, ringraziando per lo sforzo nell’aumento di (presunta) popolarità del “blogghetto”, mi sarei risparmiato questa pseudo predica.

      Parlare ancora di tutto questo testimonia come quanta difficoltà ci sia per i cristiani a giorni alterni (quelli che vanno in Chiesa ma dimenticano cosa c’è scritto nel Vangelo). In perenne difficoltà nell’aprire la mente e “accettare” un qualcosa di unico: amare.
      Si preferisce la vittoria degli Adinolfi di turno tralasciando il prezioso tempo per regolare i diritti e i doveri di chi vuole amarsi alla luce del sole senza nuocere a nessuno.
      Ecco perchè non accetto questa predica. Ecco perchè non chiedo scusa alla Meloni.

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