A Salice Salentino provano a “curare i gay”

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Lei: Dott.ssa Antonella Persano.

Ex vice-Sindaco di Salice Salentino, Direttrice dell’omonimo laboratorio di analisi e volto storico della destra di Salice Salentino.

Non mi stupiscono le Sue dichiarazioni: Lei si accomuna ai tanti pensieri bigotti e ingessati di questa destra sempre più chiusa. Di una società colma di pregiudizi, di superiorità.

Attaccati in quel mondo immaginario (ignari della realtà) della famiglia tradizionale.

Ma quale sarebbe la famiglia “tradizionale”?

Quella di marito e moglie che appaiono sorridenti in pubblico e poi dentro le mura di casa lei viene ammazzata di botte? Quella che non riesce a tollerare che i propri figli siano omo o transessuali?

Lo dico chiaramente: credo che la famiglia “tradizionale” è la più grande ipocrisia del millennio perché la famiglia è quella in cui due persone si amano, hanno diritti e doveri, fanno progetti di vita perché uno Stato glielo consente. A prescindere dal sesso, dall’orientamento sessuale, il colore della pelle.

Vorrei che si ritornasse, prima di scrivere queste cose, a scuola.

Tra la gente e la strada, praticando il profumo della normalità che per alcuni (compresa Lei) è diversità.

Combattere chi cerca di archiviare o chiudere “l’amore diverso“ in una categoria di medicina, da cura.

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Parliamo (ancora) di omosessualità come malattia perché noi siamo i primi malati. Di pregiudizi e di ignoranza. Tutto questo perchè l’Italia è un paese che ha un problema con lo spazio che passa tra il dire e il fare. Dove, come Lei ben sa, durante il ventennio fascista Mussolini non volle fare una legge che punisse l’omosessualità perché avrebbe significato ammetterne l’esistenza nel popolo italiano.

E allora negare. Negare sempre. Negare il tradimento, negare l’omosessualità, negare matrimoni in crisi, nascondere una ragazza madre.

Una continua ipocrisia culturale con quel velo nero con cui l’Italia ha sempre vissuto ogni cosa che si discostava dalla Sacra famiglia.

Consolidata attorno a quei diritti stoppati (e lo state facendo ancora in queste ore) dalle continue barricate, dalla vostra ipocrisia, dalle minacce e promesse di negazione di diritti ai figli di genitori gay.

Voi che vi trincerate dietro la parola coscienza dico che quella non è libertà libertà di coscienza, ma libertà all’incoscienza.

L’incoscienza di avere un atteggiamento di chiusura, un potere (come direbbe il Papa: ”chi sono io per giudicare?”) di decisione sulla vita altrui. Decisioni su sentimenti, che non rappresentate. Ne mai rappresenterete.

Voi che agite in nome della religione, come talebani della famiglia tradizionale, sappiate che, in futuro, quando finalmente ci sarà traccia di civiltà in questo paese, ci sarà un grande ricordo. Un ricordo di vittoria verso la vostra finzione.

Voi che agite in nome del vostro essere bigotti vi prendete il lusso di interpretare (secondo i vari bacini di consenso) il messaggio del Vangelo: c’era scritto che Gesù era contrario al riconoscimento delle coppie gay ?

Nulla di tutto ciò.

Non pensate di essere veramente indietro con il tempo? Vorremmo provare una classe dirigente che sa sta stare al mondo. E non medici di una malattia immaginaria.

Nel frattempo segnalo (qui) che quella parte civile di Salice Salentino si dissocia. La civiltà esiste, per fortuna.

La storia continua, si persevera. Leggete qui le dichiarazioni del Sindaco Giuseppe Tondo e della Dott.Antonella Persano (si ancora Lei che continua con la cura della malattia per i gay)

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5 pensieri su “A Salice Salentino provano a “curare i gay”

  1. Al di là del “chi sono io per giudicare?” di Bergoglio su cui ci sarebbe molto da dire (lo farò prossimamente sul mio blog), la notizia mi indigna ma non mi stupisce. Siamo un paese nel quale propalare menzogne antiscientifiche è spacciata per libertà di espressione, in cui i diritti (sociali e civili) più elementari sono negati in nome di un perenne, e mai ben decifrato, “interesse superiore”. Una primavera laica, illuminista e progressista questo paese non la vedrà mai, ahinoi.

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    1. non mi pare che la scienza dica che l’omosessualità “non sia una malattia”. la questione è piuttosto controversa. non capisco però cosa abbia a che fare questo con l’essere di sinistra o di destra. piuttosto mi pare che essere di sinistra implicherebbe essere naturalmente contro i c.d. matrimoni omosessuali. la sinistra è sempre stata contro i matrimoni perché attraverso questo che si protraggono le differenze di classe che sono prima di tutto autoritarie. ammettere i matrimoni gay è come ammettere il matrimonio come un istituto fondamentale e irrinunciabile, attraverso il quale gli individui ricevono sostegno e protezione. ma questa funzione, per una persona di sinistra deve essere adempiuta dal welfare, dallo stato, non dalla famiglia. in questo modo si discriminano solo le persone sole, che già sono le più deboli. l’ideologia LGTB è figlia di un’ideologia liberale e borghese, quella dei diritti individuali che prevalgono sugli interessi collettivi e come tale deve essere assolutamente rifiutata.

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  2. Io mi vergogno per la realtà culturale in cui siete costretti a vivere…..
    Vorrei mandare un messaggio caloroso a questa signora con degli evidenti problemi di connotazione culturale:

    Signora, si faccia vedere da uno bravo perché lei è ossessionata dal l’omosessualità degli altri e ciò denota delle forte repressioni interiori. Inoltre, le faccio una rivelazione che probabilmente nel suo piccolo paesino non è giunta: il suo dio, non esiste.
    Si goda la vita e badi alle cose serie, come i bambini abusati dai preti nascosti dai cardinali e la fame nel mondo, anzi faccia così, invece di pensare a come amano gli altri, ami lei e vada in Burundi dove non c’è bisogno di una come lei, ma almeno le sue braccia potranno servire a zappare la terra e fare qualcosa di buono.
    Buonanotte.

    A voi tutti, malgrado tutto, siate felici se potete!

    Firmato un ex cliente del laboratorio analisi della signora in questione e i suoi numerosi parenti.

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