Lincenziare chi falsifica le presenze. Vale anche per i pianisti in Parlamento?

“Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va, deve essere licenziato” (Marianna Madia, Repubblica 3 Novembre 2015)

Non voglio sconfinare nel terreno del populismo e della demagogia (abbondantemente occupati da altri personaggi).

Ma quando ho letto questa dichiarazione (1) ho pensato alle tante falsità che circolano nel nostro paese.

Mi chiedo:

  • andrebbero licenziati, quelli che in parlamento e nei consigli regionali fanno votare i colleghi “pianisti”?;
  • andrebbero licenziati, i parlamentari super assenteisti;
  • andrebbero licenziati…

Leggendo i dati di Openpolis, oltre 40 – tra deputati e senatori – hanno una percentuale di assenze superiore al 50% delle votazioni, che significa circa 3.500 assenze nelle rispettive Aule di appartenenza. Un numero non clamoroso, (statisticamente inferiore al 5%), ma che tocca un numero ben largo di di parlamentari.

Detto questo e viste le assenze superiori al 50%, chi potrebbe salvarsi dal licenziamento lavorando anche un terzo rispetto a quanto previsto?

Penso che il Presidente Renzi, attraverso la sua “poderosa” moto di tweet potrebbe chiedere di dare il buon esempio, invece di pontificare esclusivamente sulle cattive abitudini degli italiani. Invece di sguinzagliare (generalizzando) moti di falsità.

So che richiedere il licenziamento dei parlamentari è una fantasiosa provocazione (non applicabile). Ma questa stortura aiuta ad immaginare a un meccanismo “punitivo” nei confronti di chi se ne infischia delle sedute in Parlamento oppure gioca con l’iPad durante i lavori (2).

Meno presenze e meno produttività portano a uno stipendio più basso. Non sarebbe uno scandaloso vulnus democratico. Vero Matteo?

Nota. Per correttezza mi scuso preventivamente con chi è stato costretto ad assentarsi per motivi di salute, ma purtroppo i regolamenti delle due Camere non prevedono alcuna documentazione per spiegare le ragioni della mancata presenza. Né tantomeno è possibile conteggiare la partecipazione alle sedute nelle commissioni.

Collegamenti esterni:

(1) “Licenziare i dipendenti pubblici che falsificano le presenze” (Repubblica, 3 Novembre 2015)

(2) Si possono licenziare anche i “pianisti” in parlamento? (il contributo del blog In fondo a Sinistra per Gli Stati Generali)

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