Nuovo Centro Sinistra? Rilancio, caro Pippo Civati

L’altro giorno, Pippo Civati, lanciava la proposta della “nascita” di un Nuovo Centro Sinistra (cliccate qui). Provocatoriamente, ma anche no. Lo faceva sulla base di un disagio diffuso e di un elettorato disilluso: messo al guado.

Rilancio, caro Pippo. E’ giunto il momento di un nuovo soggetto politico della Sinistra. Lo faccio sulla base della necessità della nascita di una nuova organizzazione che ponga al centro della sua proposta politica i temi della “questione” e della “giustizia” sociale. Una sinistra all’altezza dei tempi e dentro la realtà dell’oggi. Una sinistra che sia capace di riallacciare quei rapporti sociali per anni trascurati perdendo la fiducia della sua base.

In questi anni si è chiesta chiarezza, un continuo chiedere di uscire dall’ambiguità che sta caratterizzando da anni questo agire politico.

C’è bisogno di aria nuova e di andare oltre l’esistente, per costruire un’aggregazione politica capace di aprire “spiragli” al futuro delle nuove generazioni, innovando sul piano della proposta e sul piano dell’agire politico. Penso a un partito che abbia la capacità e la volontà di mettere in atto iniziative sociali e di sviluppare analisi per progettare un modello di società che non escluda, in cui tutti siano coinvolti nel progresso e nell’avanzamento sociale, dove l’interesse generale e il principio dell’equa distribuzione della ricchezza sia un valore fondamentale. Un modello sociale che contempli il superamento delle contraddizioni e delle ingiustizie, che ha nell’esclusione sociale il suo elemento centrale. Esclusione dai diritti costituzionali, dalla possibilità di godere della ricchezza prodotta, dai processi produttivi e decisionali, dal diritto alla dignità sociale.

Un modello sociale in cui ognuno abbia ciò che gli necessita, un modello che non includa il dato più mortificante per una persona: l’essere precario, una condizione inaccettabile e disumana. Una Sinistra che si pone il problema del coinvolgimento, per contare sull’impegno e l’attività di tanti, quelle che credono (ancora) nella necessità di ricostruire dei rapporti sociali: non ci può essere una sinistra autentica, aperta, plurale, senza un ampio coinvolgimento di coloro che sono rimasti disillusi da una sinistra perdente e autoreferenziale, e di chi, lavoratore, disoccupato, studente, pensionato, deve essere sollecitato all’impegno sociale e politico per migliorare le proprie condizioni materiali di vita.

L’elemento fondamentale è quello di recuperare fiducia, credibilità, conoscenza dei bisogni e delle necessità dei soggetti sociali e della realtà che tante volte pensiamo di conoscere, ma che spesso è più complessa di quello che si pensa. Per recuperare energie, passioni e una rinnovata volontà di rilanciare i principi e i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana. Costituzione che, per la sua attualità e per la sua straordinaria saggezza e lungimiranza, dovrà rappresentare la base di un progetto politico comprensibile e credibile. In essa e nei suoi principi è contenuta una concreta risposta ai problemi sociali. Per questo è importante lottare per la sua difesa e la sua attuazione.

Per questo è necessario andare oltre gli attuali partiti della sinistra, per fare qualcosa che sia innovativo sul piano organizzativo e dei contenuti.

E’ necessario proiettarsi verso orizzonti nuovi, con nuove idee sul lavoro, sui tempi di vita, sulla qualità urbana dei territori, su una diversa considerazione dei beni comuni che non debbono essere svenduti per fare cassa, ma valorizzati, su una crescita economica in armonia con l’ambiente, per pensare a un modelli di città a misura d’uomo, per valorizzare la funzione dei saperi, della ricerca, dello studio, per mettere al centro il diritto alla cura della salute.

C’è bisogno di Sinistra, caro Pippo. Ci credo ed è per questo che rilancio la tua “ambiziosa” (visto che si parla molto di ambizione) provocazione. Apriamoci ai contenuti, ribaltiamo l’illusione in speranza.

La strada è difficile, così come il cercare il “modello” giusto (per non essere schiacciati da queste grandi e larghe estese). Ma chissà…

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9 pensieri su “Nuovo Centro Sinistra? Rilancio, caro Pippo Civati

  1. Senti, sia l’analisi della situazione sia gli obiettivi sono risaputi. Continuare a proclamarli è stucchevole. L’Italia dei cento partiti di sinistra ha bisogno di sapere se qualcuno sa per andare dove vogliamo andare da che parte si deve andare: perché Totò è Totò, inutile scimmiottarlo. COME, COME, COME: questo piccolo dettaglio conta. E se vogliamo farlo contare ORA E QUI, o in futuro sempre più lontano col centunesimo partito di sinistra. Tattica e politica delle alleanze. Il resto è fuffa.

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      1. Sono un elettore (di Sel), non lo so, vorrei saperlo dai c.d. leader. Non credo certamente in nuovi partitini, neppure in variazioni sul tema del rapporto con il Pd: penso che la situazione è irrazionale in maniera patologica, e dal suo interno non potrà venire alcuna soluzione. Questa lista Psitras mi sembra vada nella direzione giusta, ci libera dalla gabbia proiettandoci all’esterno dove vivono persone che delle condizioni reali hanno una visione più diretta e meno edulcorata (e incosciente) di noi. Non penso solo ai greci, ma ai migranti, alla manodopera schiavizzata. Qui in fondo vogliamo conservare cose che non ci convinciamo essere andate perdute per sempre, là fuori non sanno neppure di che parliamo. Se non ci uniamo a loro finiremo oltretutto nella xenofobia, e noi ci diciamo internazionalisti.

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