Caro Nichi, cara SEL

Caro Nichi, ti scrivo apertamente. Sai che ti voglio bene e vorrei parlarti sinceramente.

Riprendo quanto avevo scritto giorni fa sul contributo e sulla “alleanza” con SEL (cliccate qui per leggere).

E ti faccio riflettere su quanto scrive il mio amico Antonio Sicilia (cliccate qui):

Ipotesi che deve far riflettere a prescindere dalla possibilità o meno che ciò avvenga:

  • Elezioni amministrative Napoli, Torino, Roma, Milano, Bologna a Giugno 2016.
  • Referendum Confermativo della Riforma del Senato sempre a Giugno 2016.

Quindi (parrebbe) “Election Day”.
Si vota nello stesso giorno per Referendum Costituzionale e per le amministrative.

Marzo, Aprile, Maggio: Campagna Elettorale per le amministrative, giusto?
Marzo, Aprile, Maggio: Campagna Referendaria, giusto?

Vendola oggi rilancia: “Costituire subito Comitati per il NO in vista del Referendum Costituzionale” (qui l’articolo).

D’accordissimo con te caro Nichi Vendola.

Quindi SEL nelle grandi città italiane cosa farà?
Oltre a fare attivamente campagna referendaria costituendo Comitati per il No (alla Riforma Costituzionale e al Governo Renzi), dirà NO anche ad una possibile alleanza con il PD nelle maggiori città italiane?

Perchè caro Nichi, farebbe sorridere fare nello stesso periodo (o a distanza di qualche mese) una campagna referendaria contro il PD e una amministrativa con il PD, non credi?

Aggiungo personalmente il mio contributo.

Ormai abbiamo imparato che le primarie di coalizione servono al Pd per dimostrare che il candidato sindaco sarà del Pd (indicato da Matteo Renzi), ma facendo finta che lo vogliano anche gli alleati del Pd.

Parte quindi una spasmodica ricerca di alleati del Pd disposti a un decisivo ruolo nella coalizione, “tipo portare i caffè o lavare i vetri”, come scrive Alessandro Robecchi.

In questi giorni si è aperto un dibattito nella sinistra milanese dove Rifondazione comunista, constatato che le primarie del centrosinistra sono troppo “incerte” e “aleatorie”, annuncia che non vi parteciperà e farà da sola. Anzi, chiede alle forze a sinistra del Pd – Sel, Altra Europa con Tsipras, Comunisti italiani, civatiani di Possibile – di costruire una lista elettorale alternativa ai democratici e di cercare un “candidato forte da schierare” e lo stesso Civati ricorda “qualcuno è ancora affezionato all’idea di partecipare alle primarie sulla base del ben noto argomento della diversità milanese. Peccato che in questi anni quello che un tempo è stato il centrosinistra milanese non abbia mai avuto nulla da dire sulle famose riforme del governo Renzi”.

Quindi si deducono due cose. Le primarie del Pd come le conoscevamo non hanno più senso per la sinistra e le giunte di centrosinistra col Pd ormai sono un modello superato e questo a Milano, a Roma , a Cagliari e in ogni parte del nostro Paese.

Scrivo di questo anche su Gli Stati Generali, cliccate qui

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