PD Napoli: brogli primarie (guardate il video)

Non e’ la Politica che mi piace e avrei detto la stessa cosa anche se in questo video ci fosse stato un candidato vicino ai miei ideali politici (ovviamente non stiamo parlando del Partito Democratico di Matteo Renzi).

Si parla di legalità e questo video nel quale si intravedono consiglieri del Partito Democratico dare soldi (o donazioni come li chiamano loro), per votare Valeria Valente fa molto male. Fa male a chi crede nella politica come strumento di scelta, dell’essere partigiani.

Accade che una parte consistente di Italia vota politici che poi disprezza e vive perennemente nella trappola della speranza, dell’affidarsi in cambio di un qualcosa.

L’elettore, promettendo il proprio voto, ha la sensazione di ricavare almeno qualcosa: cinquanta euro, cento euro, un cellulare. Un salto per qualche pratica burocratica, un posto per qualche parente, un favore qualsiasi. Poca roba, pochissima: in realtà perde tutto il resto. Perde quella capacità effettiva di ripensare un territorio, non certo con l’apertura di un circolo per anziani o un posto auto. Accade che in cambio di una sola cosa, il politico che voti ti toglie ciò che sarebbe tuo diritto avere. Per cosa?

Ma è ormai difficile far passare questo messaggio, anche tra gli elettori più giovani. Sembra tutto molto semplice, ma è difficile far comprendere a chi si sente depauperato e privato di ogni cosa che il modo migliore per recuperare brandelli di diritti non è svendere il proprio voto per un favore.
È tanto più difficile perché spessissimo ciò che l’elettore si trova “costretto” a chiedere come fosse un favore, sarebbe invece un suo diritto, il cui adempimento non è impedito, ma è fortemente (e a volte artificiosamente) rallentato dal mal funzionamento delle Istituzioni.

In questo video le 2 euro girano tra Scampia, Piscinola, San Giovanni a Teduccio: consiglieri comunali e consiglieri municipali all’esterno dei seggi, pronti per fornire ai votanti il denaro necessario per esprimere la preferenza (il regolamento Pd prevedeva il pagamento d’un obolo a partire da 1 euro).
C’e’ poi il passaggio della lista dei votanti da uno scrutatore a un uomo seduto in un’auto ferma davanti a un seggio.
Tutti verso un preciso candidato poi risultato vincitore: Valeria Valente.
Chiamatela “questione morale”.

Intanto qui la dichiarazione choc di Valeria Valente, leggete.

(fonte video: Fanpage.it)

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