“Potrei sparare a qualcuno e non perderei un voto”

“Potrei stare in mezzo alla V Avenue (di Manhattan, ndr) e sparare a qualcuno e non perderei neanche un voto” (Donald Trump, 23 Gennaio 2015)

La sua avanzata si è trasformata e si sta trasformando in qualcos’altro: una forza violenta e pericolosa all’interno della politica americana. Uno tsunami che si aggiunge a commenti che non sono mancati fin dall’inizio, dal momento che ha inaugurato la sua campagna con delle dichiarazioni oltraggiose sui Messicani.
Ma all’inizio questa xenofobia così esagerata, per quanto disgustosa, suonava più come il numero piccato di un cabarettista ormai alla fine.
Ora che Donald J. Trump, aiutato dai media, ha raddoppiato la dose di crudeltà e ignoranza che ha sempre contraddistinto la sua campagna, le parole “Ma l’ha detto davvero?” un tempo pronunciate con stupore, sono diventate qualcosa di disgustoso e minaccioso, mettendo a nudo un aspetto inquietante della politica americana.

Il passo successivo [in un movimento fascista] è quello di affascinare gli sciocchi e mettere la museruola agli intelligenti, con l’eccitazione emotiva da un lato e il terrorismo dall’altra.

 

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