La sintesi del “Diario della bicicletta”

Eccomi qua!

Dopo due settimane sconnesso dal mondo, ritorno carico di semplicità, di riflessione. Con Cuba nelle vene!

I cubani sono un popolo fantastico con tanto cuore e pochi mezzi.

Abbiamo viaggiato nel Paese parlando tanto con la gente. Questo era quello che ci interessava di più, questo era quello che cercavamo.
I turisti vanno li per i più disparati motivi: per le spiagge, per la natura unica al mondo, per i monumenti e le città coloniali, per la storia del paese e la “revolución. Noi siamo arrivati qui con la curiosità di scoprire come vive la gente e come funziona il paese a livello politico, economico e sociale. Perciò abbiamo cercato di parlare con la gente e vivere la loro quotidianità.

È stato facile parlare con le persone perché qui ogni occasione é buona per fare amicizia (quanto sono chiacchieroni …).

La parte complicata é stata viaggiare in “povertà” perché qui i turisti sono compresi e accettati solo come entrata monetaria. Noi invece abbiamo viaggiato come pazzi (in Minivan o Chevrolet che imbarcavano acqua per la pioggia). Così abbiamo vissuto e incontrato tanti cubani. Johnny, Enrico, Jesus, Alex, tanti altri.

Ci hanno accettato e questo è l’aspetto più bello di questa gente che indirettamente ti dice: non ti capisco ma sei una bella persona e ti voglio bene.

Grazie a questo incontro-scontro culturale abbiamo avuto modo di condividere un pezzettino di vita cubana e di parlare con la gente della politica, dell’economia e del sistema sociale di Cuba. Ognuno di loro ovviamente ci ha raccontato la propria verità, il proprio punto di vista e la propria quotidianità. Unendo tutti i puntini che la gente ha tracciato con noi posso dire che Cuba viva contemporaneamente nel passato, nel presente e nel futuro del mondo.

Cuba vive nel passato perché la Guerra Fredda è ormai finita da tempo ma qui c’é ancora un embargo restrittivo da parte degli Stati Uniti che blocca il commercio e l’accesso dei cubani a servizi per noi basici, come per esempio internet.

Cuba mi affascina (ancora di più) perché questo piccolo paese ha avuto il coraggio di ribellarsi con successo alla politica invasiva degli Stati Uniti, tuttora “padroni” di molti paesi dell’America Latina. Qua tutti sono orgogliosi di essere Cubani e sono un popolo unito anche perché si sentono tuttora “sotto assedio” Usa (come non dimenticare cosa vi è scritto nella loro moneta locale, accanto all’immancabile viso del Che). Allo stesso tempo peró il sistema mostra i suoi difetti perché controlla i cittadini, i turisti, non produce tutti i beni necessari per una vita dignitosa.

Cuba vive peró anche nel presente, perché molte persone emigrano inviando a casa i soldi necessari per tutta la famiglia, i ragazzi della nostra età sognano di poter viaggiare, come stiamo facendo noi, e di poter costruire un futuro autonomo dai propri genitori.

La gente li poi ne ha passate di cotte e di crude perciò sono solidi e pratici. Anche la piú semplice cosa per noi come fare la spesa, andare al ristorante o prendere un autobus qui puó diventare una sfida difficile da vincere alla prima e quindi “Hay que luchar!” E il popolo cubano lotta e inventa mille modi per sopravvivere all’embargo Statunitense e alle inefficienze del sistema.

Cuba peró vive anche nel futuro grazie alle politiche a favore della cultura, dell’arte a tutti i livelli, dell’ambiente, della salute come bene comune, dell’istruzione per tutti, della ricerca e sviluppo, dello sviluppo di una industria nazionale capace di produrre ciò che noi importiamo categoricamente dalla Cina.

Cuba, tra i tanti problemi, ha sviluppato un interessante sistema partecipativo creando assemblee locali aperte a tutti dove si decide in merito a politiche locali e si eleggendo i rappresentanti per le assemblee di provincia, che a loro volta eleggono i rappresentanti per le assemblee di regione, su su fino ad arrivare a livello nazionale.
Cuba vive nel futuro perché chiunque scelga di fare il politico guadagna quanto guadagnava nel lavoro precedente a quello del politico. Nessuno quindi é spinto alla politica per interesse: non guadagna niente di piú. Non come nel nostro belpaese.

Contraddizioni e verità relative sono all’ordine del giorno qui ma sarebbe bello poter prendere spunto, degli aspetti innovativi di Cuba, per migliorare il nostro paese.

Il viaggio continua! Anche nel ricordo della nostra commozione innanzi al mausoleo in memoria di Che Guevara. Un tratto struggente e indelebile che rimarrà (personalmente) nel mio cuore.

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