Fucili marcatori e proiettili di gomma. Codice identificativo? Non si può

Proiettili di gomma.

L’associazione dei funzionari (Anfp) critica il governo sulla gestione dell’ordine pubblico (1):

“Abbiamo bisogno di fucili marcatori e proiettili di gomma. E contro i black bloc, pronti alla guerriglia urbana, anche le norme vanno cambiate”

La sostanza: codice identificativo divise: rifiutato. Fucili marcatori e proiettili di gomma, indispensabili.

Siamo alle solite. I legislatori nostrani sono combattuti tra la legittima tutela delle forze dell’ordine e l’altrettanto doverosa ricerca di trasparenza. Impantanati tra i due fuochi, non si è ancora riusciti a varare una leggina ad hoc. E  il riconoscimento degli agenti in tenuta antisommossa resta praticamente impossibile. E pensare che dal 2001 l’Unione Europea si è anche dotata di un codice etico varato dai più autorevoli giuristi di fama internazionale. Tutti gli Stati membri sono “invitati” a uniformarsi ad alcune norme fondamentali per una polizia democratica. Tre articoli in particolare “consigliano” di ricorrere alla forza solo se strettamente necessario e si vieta di infliggere trattamenti inumani e degradanti. Mentre si mette nero su bianco l’identificazione degli agenti per i turni di ordine pubblico: “Il personale, si dice, deve essere in condizione di dimostrare il proprio grado e la propria identità professionale”.

Carta straccia per l’Italia, insomma, che viene puntualmente richiamata dal parlamento di Strasburgo, che la invita a limitare l’uso della forza durante le manifestazioni e a dotare le proprie forze di polizia di un codice identificativo. Come avviene da anni anche negli Stati Uniti e in Canada. A migliaia di chilometri dalle turbolenti piazze italiane (2).

Negli ultimi giorni la polizia italiana ha fatto irruzione in uno stabile dell’università di Pisa occupato impugnando le pistole contro gli studenti, ha sgomberato 100 minori dallo stabile Ex Telecom a Bologna (3), altri sgomberi a Torino, solo per citare alcuni episodi.
Oggi su Repubblica viene dato enorme spazio all’associazione dei funzionari di polizia presenta il conto al governo chiedendo nuove attrezzature per fronteggiare le manifestazioni di piazza. L’elenco in home page del quotidiano un tempo progressista è impressionante “proiettili in gomma, fucili marcatori, difese anti petardi, tonfa, scudi in kevlar, uniformi paracolpi, fondine antifurto, radio hi-tech” una lista della spesa in stile “voglio i nuovi giocattoli di Batman”, manca solo il boomerang a forma di pipistrello e la bat-cintura.
Ovviamente oltre a richiedere armi da usare si chiarisce che serve inasprire le norme per chi si copre il volto in piazza e che in alcun modo si può pensare di introdurre il numero identificativo.
In sintesi: impunità per la polizia, repressione per chi manifesta. (Claudio Riccio)

Per chi dice che questi “proiettili di gomma” sono da considerarsi innocui, rimando a questa testimonianza:

dadadadadaad

Collegamenti esterni:

(1) Polizia: “Per le manifestazioni di piazza servono armi diverse e nuove tecnologie” (Repubblica, 27 Ottobre 2015)

(2) “Proiettili di gomma”. Il contributo del blog In fondo a Sinistra per Gli Stati Generali

(3) “ExTelecom: quando i manganelli nascondono il vuoto”

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