L’avversario di Marino è stato lui medesimo

Non credo al complotto. Conta il resto.

Personalmente le trovo nello stesso Marino. La prima delle quali è aver sopravvalutato se stesso, nel voler fare – per orgoglio e ambizione – un lavoro per cui non aveva gli skill (tocco piano questo giudizio visto che non sono nessuno per affermarlo totalmente).

Probabilmente, sarebbe stato un buon “tecnico” in materia di sanità, in un ente molto legato a queste tematiche.

Poi le ultime scelte ad esempio, mettersi in giunta un troll delle istituzioni come Stefano Esposito.

Poi la pratiche della città – pulizia, traffico, degrado etc.

Qualcuno direbbe: “la storia mi darà ragione”.

Ecco, appunto, un giudizio su Marino lo darà la storia. E’ stato bello pensare Roma liberata dai fasciomafiosi di Alemanno ma in tutto questo non credo che ci sia stato un complotto contro di lui, come invece pensano molti miei amici e compagni.

Penso che abbia avuto avversari molto potenti, questo sì, ma che il suo primo avversario sia stato lui medesimo (come scrivevo qui, cliccate).

Adesso resta una città complicatissima a cui dare un futuro.

Scrivo di questo anche su Gli Stati Generali, cliccate qui

Note a margine condivise con il mio amico Claudio Riccio.

  • Il PD trova impresentabile Marino, ma cammina a braccetto con De Luca, gli amici di Cosentino, Verdini, e tutti i transfughi della destra.
  • Una vicenda così tragicomica credo non si sia mai vista (come scrivevo qui, cliccate).
  • Il PD nazionale renziano così come i PD lobby di affari sui territori è nel suo complesso l’avversario politico. Per questo credo che da tempo sia finita l’esperienza delle coalizioni di centro sinistra anche nelle amministrazioni comunali (quantomeno in questa fase politica e con queste forme). Da tempo – come più volte hanno detto e proposto molti compagni – serviva una grande consultazione del mondo della sinistra romana (dentro e fuori le coalizioni, dentro e fuori i partiti) per decidere – fuori dalle stanze – una strategia diversa dal galleggiamento in cui si sta da troppo tempo. Mantenere una linea di mezzo, e far cadere Marino da subalterni al PD sugli scontrini invece di dar battaglia su politiche urbanistiche e sociali è davvero un errore.
  • Marino è una persona onesta, ma è sostanzialmente un “incapace”. Si è trovato a gestire con una ingenuità disarmante le insidie politiche che ha avuto davanti.
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2 pensieri su “L’avversario di Marino è stato lui medesimo

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