La carica dei riciclati: “Stiamo con Emiliano perché il Partito della Nazione è il nuovo centro”

103539476-157353b4-fe59-4a91-a1e2-91e24406e5b6-350x233Raffaella Paita, Vincenzo De Luca, Michele Emiliano e chissà quanti altri.

Esponenti di punta del ‪#‎Pd‬, abili nel metodo liste elettorali: compilarne una di decente, circondarla di altre spazzatura, in cui far confluire tutto ciò che è utile ma impresentabile, infine indignarsi contro se stessi e invitare gli elettori buoni a votare la lista buona e quelli cattivi a votare le liste cattive, che tanto tutto fa brodo.

Rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli ma dentro sono pieni di ossa di morti.
Diceva così il Vangelo, e parlava degli ipocriti.

Ecco perchè sostenere Noi a Sinistra per la Puglia è un dovere, una necessità prima che una forma di pulizia morale. Per avere la coscienza pulita e presentabile.

Di seguito un bellissimo articolo di Alessandro De Angelis di Huffington Post

Eccola, la mutazione genetica della sinistra anche nella Puglia. Dal Pd al Partito della Nazione. Dice Euprepio Curto: “Io sono stato eletto in Alleanza Nazionale per quattro legislature. Ora il Pd è assimilabile a un’area di centro e il partito della Nazione è l’effetto della disintegrazione del centrodestra e della capacità aggregante di Michele Emiliano. Che per quanto mi riguarda non è il segretario regionale del Pd, ma un corretto amministratore di Bari, un ex magistrato, una candidatura eccellente per chiudere l’era Vendola”.

Euprepio Curto ora è candidato nell’Udc, a sostegno di Michele Emiliano, ultimo approdo di una passione politica che inizia col Movimento sociale, la Fiamma. Una volta Curto, nell’ambito di una carriera politica che dura da diversi lustri, venne beccato per aver fatto assumere 22 tra amici e parenti in un concorso pubblico a Francavilla Fontana, la sua città, lui si difese dicendo che i suoi parenti erano “meno del dieci per cento”. Un’altra volta, sollecitato in tv da un finto faccendiere, si mise a disquisire serenamente di tangenti. Acqua passata. Ora sta con Emiliano simbolo della legalità. Proprio il vincitore annunciato in Puglia ha scritto all’Huffpost per negare che le sue liste sono una fabbrica di riciclati. A proposito dell’elenco dei nomi di ex berlusconiani, ex iscritti all’Msi, ex tutto, Emiliano dice: “I nomi citati fanno parte della coalizione da anni, molti di loro hanno sostenuto Vendola alle scorse elezioni e hanno sostenuto la mia amministrazione al Comune di Bari”. Peccato che siano proprio i candidati che hanno cambiato casacca a sottolineare che, invece, è cambiato tutto. Stavano all’opposizione e ora stanno nel partito della Nazione. Prosegue Curto: “L’Udc non sosteneva Vendola. E io sono stato uno dei più acerrimi critici della giunta Vendola, c’erano barriere ideologiche insuperabili. Ora l’Udc ha deciso di sostenere Emiliano e io col mio partito”.

Ed è sempre legato all’Udc il caso più forte di “trasformismo”. Il coordinatore delle liste civiche di Emiliano, nella Provincia Bat (Barletta-Andria-Trani) è Francesco Spina, che fino a qualche tempo fa era con Forza Italia e ora è iscritto all’Udc. Anzi è il coordinatore provinciale dell’Udc. E fin qui sembra il classico “riciclo”. Ma Spina non è uno qualunque. Mentre coordina le civiche a sostegno di Emiliano è sindaco in carica di Bisceglie dove sono all’opposizione Pd da un lato e Forza Italia dall’altro e presidente della Provincia Bat, dove è andato col sostegno di Forza Italia. Contattato telefonicamente dall’HuffPost, Spina spiega che di trasformismo non si tratta e che ha portato le sue dimissioni in Consiglio provinciale e sono state respinte: “Lo scriva: io le dimissioni le ho presentate”. Poi respinte anche da Forza Italia. Ora Spina oltre a sostenere Emiliano (mentre amministra la provincia col centrodestra), nella stessa tornata elettorale a Trani e Andria, dove si vota per le comunali, sostiene i candidati del centrodestra.

L’interessato al telefono prova a girarci attorno: “Non ci sono liste dell’Udc, mi risulta che ci sono solo liste civiche”. Ma i primi a raccontare del suo impegno a favore dei candidati della destra sono quelli del Pd. Nel Pd raccontano anche che il partito, con Emiliano, conta assai poco. Emblematico è il caso del consigliere uscente Sergio Clemente, un democratico dialogante con ottimi rapporti col centrodestra, tanto che alle provinciali sostiene il candidato del centrodestra Franco Landella. Proprio per questo il Pd di Foggia gli preferisce altri candidati. E Clemente fa ricorso al collegio nazionale dei garanti che, carte alla mano, gli dà torto negandoli la candidatura. Come finisce la storia? Emiliano lo chiama e lo mette in una sua lista civica.

Perché la verità è che alcune candidature sono state volute direttamente da Emiliano. Nella sua lettera all’HuffPost Emiliano parla di Pippo Liscio come di uno che non ha mai ricoperto cariche elettive. E dunque, che problema c’è? Liscio, contattato dall’HuffPost, si presenta e spiega come è andata: “Io ho avuto un esperienza con An provenendo dalla Dc. Ho scelto Emiliano nel senso che la scelta l’hanno fatta altri per me. Io lavoro nel mondo socio sanitario e quelli che lavorano con me hanno pensato che potessi essere un buon candidato. Poi mi ha chiamato Emiliano. E mi ha detto: tu sei uno che risolve i problemi e non li crea. Si è chiusa qua. Che cosa sta accadendo? Siamo di fronte a una nuova rivoluzione: questo partito della Nazione è un grande centro che scardina tutte le logiche del bipolarismo conosciute fin qua”.

Già, la rivoluzione. La rivoluzione secondo cui uno che ha militato con An e non ha nulla a spartire con la sinistra viene imbarcato dal candidato governatore. La stessa rivoluzione che riguarda Olivieri, definito da Emiliano uno che ha scelto il centrosinistra da tempo. Invece Olivieri, che stava in Forza Italia, usò l’Idv come un taxi: dopo essersi fatto eleggere, lasciò il gruppo e si mise in proprio in consiglio regionale. Oggi è il leader dei Moderati, per cui – anche non essendo candidato – va in tv, concede interviste, partecipa ai tavoli delle candidature. La folgorazione è legata alla nomina di presidente della Multiservizi, la municipalizzata di Bari, nomina avvenuta ad opera di Michele Emiliano. Percorso simile lo ha avuto Fabrizio D’Addario. Consigliere comunale a Bari nel 2009 nella lista di Simeone di Cagno Abbrescia, nel 2010 si candida nella lista “I Pugliesi” con Rocco Palese. La scintilla con Emiliano è scattata quando D’Addario diventa direttore generale di una municipalizzata del comune di Bari che gestisce la rete gas, l’Amgas.

Fin qui, i politici di professione e i loro nobili ideali. Il candidato governatore dice anche di aver “evitato che si candidassero persone che, per ruolo imprenditoriale e peso economico, potessero vivere una condizione di conflitto di interesse”. Ed è proprio la condizione che potrebbe vivere Luciano Papagna. Uno che si era candidato a Canosa contro la sinistra e aveva perso con Ernesto La Salvia, grande oppositore in Provincia di Spina (quello delle liste civiche di Emiano). Successivamente, folgorato sulla via del renzismo, Papagna apre una casa di riposo con centinaia di posti, evidentemente importante se per l’inaugurazione si muove Luca Lotti, il potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Papagna è stato candidato da Emiliano, così – evidentemente – dalla Regione può avere una visuale migliore sulle vicende che lo riguardano. Tra pochi giorni Emiliano annuncerà il programma. Bastano le liste: sono tutto un programma.

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