Il partito della nazione, fondato sull’Italicum

Schermata-del-2015-04-27-132919Ed ecco il colpo di spugna di #Renzi con la sua #fiducia.

Il punto chiave sembrerebbe essere l’#Italicum, come scrive Michele Fusco, una legge elettorale ovviamente perfettibile (personalmente trovo più vergognoso il “nuovo Senato”, uno sgavazzo bi-settimanale per consiglieri in gita a Roma, autentico sfregio al decoro delle istituzioni).
Qualcuno può dire, con vistosi elementi a carico, che questa legge elettorale esce dall’ambito democratico e si assesta comodamente tra le leggi «ad personam»? No, nessuno potrebbe dirlo senza essere scambiato per un malfidente, visto che la soglia per il premio di lista è stato posta al 40%, cifra irraggiungibile anche per il peggior Renzi (quel 41 delle Europee non si ripeterà). Tutte le sacrosante discussioni, poi, su un Parlamento di nominati hanno titolo per essere poste, ma fanno parte della normalissima dialettica tra le parti e i partiti.

L’impressione di una possibile deriva autoritaria da parte di Renzi scaturisce non tanto da atti precisi e circostanziati, quanto dai suoi atteggiamenti, che rappresentano un mix di decisionismo politico e autoritarismo provinciale, che spesso può sfociare nella visione più liquidatoria dei rapporti umani e politici. La “democratura” nasce lì, in quel luogo del pensiero e quindi fa parte a tutto tondo del “carattere” del leader e non della sua attitudine al fascismo. Molta letteratura sul caso parte evidentemente dal suo rapporto con Enrico #Letta e da quel modo anche stupefacente di azzerarne la carriera con un semplice tweet: #enricostaisereno. Se un collega di lavoro ci avesse ucciso così nella culla, di lui certamente ne diremmo tutto il male possibile.

Ma sino al punto da considerare in pericolo la democrazia?

Come nella storia di Berlusconi, a cui la sinistra, una certa sinistra, garantì molta più sopravvivenza di quanta ne meritasse, anche nel caso di Renzi si sta producendo analogo meccanismo. Si è formalizzato ormai un anti-renzismo di maniera che valuta come estremo e non rimediabile ogni gesto, ogni pensiero, ogni azione del premier, la cui conclusione non può che essere l’identificazione di quella deriva autoritaria di cui sopra. Invece di scegliere fior da fiore del suo operare di governo, mettendo ora questo ora quello sotto un faro di attenzione, lo si è definitivamente «berlusconizzato».
In questo modo, con questa sinistra, non è peregrino immaginarne un altro ventennio.

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