Come Grillo sta fottendo il “sistema”

L’altro giorno lo scrivevo qui il riferimento al confronto Grillo e Vespa (cliccate qui per leggere).

Ci risiamo. Il Sistema – sì con la S maiuscola – ha scelto Grillo con l’obiettivo di fottere il Pd. C’è sempre stato un grumo di potere, di forze della conservazione, di interessi che ha puntato sull’ingovernabilità e su governi deboli per nutrire le proprie rendite di posizione. E per impedire alle forze di sinistra di cambiare il paese.

Ebbene, ci risiamo. Oggi è Grillo il grande garante dell’ingovernabilità, colui che con un boom elettorale impalla il sistema politico, indebolendo Renzi, il Pd e il governo.

La Casta e l’Anticasta si legittimano a vicenda, facendo finta di combattersi, inciuciano, si alimentano prevedendo quello schema di gioco che gli editorialisti del Corriere della sera hanno già descritto. Insomma, come ai tempi della Prima Repubblica c’è chi punta a un sistema debole e condizionabile, garanzia di immobilismo e conservazione. Di palude, per dirla con Renzi. E così nel “nuovo bipartitismo imperfetto” Vespa farà Porta a Porta a vita.

E Grillo il finto puro di professione.

Eccola allora la posta in gioco di domenica. Se cambiare canale o no.

Il Sistema, che non vuole farlo, “pompa grillo”. E non è un caso che Berlusconi, che l’equilibrio conservatore lo ha garantito, ora che è consapevole che non può battere Renzi, alimenta Grillo,demonizzandolo, alzando i toni, indicandolo con pericolo storico, il novello Drago contro cui scatenare il suo San Giorgio.

Consapevole che un boom di Grillo fa tornare centrale Forza Italia.

Da lunedì se Renzi vuole fare le riforme è, ancora di più, costretto a trattare con Berlusconi.

Il voto (e il boom di Grillo) renderanno inevitabile una più stretta collaborazione sulle riforme tra Renzi e Berlusconi, come scrive Alessandro De Angelis su Huffington Post. Se invece Renzi punta sulle urne, a sistema vigente, rischia di andare dopo al governo con Berlusconi.

Dunque è questo Grillo, il “mostro” che il Sistema coccola, che Berlusconi demonizza, che certi media ingozzano di gelatina affinché ingrassi per garantire che nulla cambi.

Siamo di fronte a una “strategia della tensione 2.0”. Una strategia moderna con l’obiettivo di usare una forza eversiva come i Cinque stelle per impedire al Pd di Renzi di essere vincitore o comunque di essere vincitore da solo. La tensione si crea ad arte alimentando il mito del boom nelle trasmissioni nelle quali va Grillo, anche se boom non è. E la tensione si crea alimentando il mito del “sorpasso” di Grillo nei confronti di Renzi, come fa il Fatto, guarda caso, utilizzando i dati della Ghisleri, la sondaggista di Berlusconi.

Insomma, Grillo è diventato la carta di riserva dei destinatari dei suoi vaffa. Il grande alleato politico di Berlusconi, che si appresta a tornare in gioco alla grande. Il grande alleato mediatico di Vespa e della Casta televisiva. Pur di fottere il Pd e la sinistra la conservazione crea mostri.

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