Un Grillo da Vespa

Da Polizia amica mia (come scrivevo qui, cliccate) alla performance del Grillo in Vespa.

Gli italiani chiamati alle urne rimangono dalla propria parte, non si spostano, al massimo rafforzano le proprie convinzioni.

Con o contro Grillo: ormai è l’unico dualismo che l’Italia si può permettere. Per questo motivo il ventennio berlusconiano è definitivamente al declino, perché il leader di Forza Italia non ha più la forza di dividere il paese come una volta. Ora c’è Grillo a scindere quel che rimane dello Stivale.

Tuttavia, se certi strumenti rimangono identici (gli assegni sostituiscono i contratti, ad esempio), qualcosa è cambiato: il modo di scendere a patti con la televisione. Ed è sintomatico che Grillo non abbia guardato mai in camera, ma si sia rivolto quasi esclusivamente al pubblico presente alla puntata. Venti anni di distanza da uno studio RAI si fanno sentire.

Non c’è e non ci sarà bisogno di fact checking sulle tante troppe cose dette da questo Grillo in perenne stato d’agitazione.

Come capitato già a Berlusconi nella famosa puntata di “Servizio Pubblico” con la scena della poltrona di Travaglio, di questa intervista non si ricorderà nulla di quanto detto da Grillo.

Ci si ricorderà solamente di come Bruno Vespa, un giornalista da sempre attento a muoversi con equilibrio tra le maglie della politica, abbia deciso di uscire allo scoperto, al naturale, e di sorridere sornione alle aleatorie provocazioni del leader del partito che alle ultime elezioni ha preso più voti in Italia. Non ha posto l’attenzione su un confronto rilevante perché, a suo avviso, uno come Grillo non merita di essere preso politicamente sul serio. Questo è stato il messaggio che ha voluto lanciare il padrone di casa di “Porta a Porta”.

In ballo d’altronde non c’erano solamente i proclami per una tornata elettorale. C’era di più, c’era una visione del mondo.

C’era Grillo che si lanciava in appelli spesso sconclusionati e c’era Vespa che rintuzzava con sarcasmo e realismo a ogni tipo di affermazione.

A confronto c’erano le incarnazioni della piazza, con quella massa informe che non sai bene cosa dice e soprattutto cosa vuole veramente, e del palazzo, che con la diplomazia e la moderatezza sa come sfruttare concretamente gli spifferi della politica.

Di sicuro non c’è stata una lezione di giornalismo: non possono essere assegnate cattedre ad honorem a chi ha rinunciato a insegnare per un ventennio in cambio di una luccicante targhetta su una prestigiosa scrivania.

Annunci

7 pensieri su “Un Grillo da Vespa

  1. Questa mattina anche mia madre, mio padre e mia nonna (67, 72 e 85 anni) hanno deciso di votare beppe dopo la puntata di Vespa di ieri. Che non sposti voti forse sarà vero… ma i miei famigliari erano più nella zona “indecisi se votare”

    Mi piace

    1. A Lei la riflessione.
      Per esempio: anche se Lerici è un bel posto, a me non fa ridere chi promette il carcere per i giornalisti. È un pensiero eversivo, che contrasta in modo plateale un diritto sancito dalla nostra Costituzione. Beppe Grillo è socialmente pericoloso

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...