Polizia, amica mia

Caro Beppe Grillo, spero non sia vero quanto lei dice su Digos, antimafia e carabinieri.

Non perché dubiti delle sue convinzioni, figurarsi. Se lo dice avrà le sue brave informazioni. Magari mi stupisco che nel comizio torinese non abbia citato la polizia postale, e per Lei che è il santone della Rete la defezione deve essere un grave dispiacere.

Spero non sia vero non perché la sua affermazione è implicitamente totalitaria; e nemmeno perché questo evocare le forze dell’ordine dalla propria parte mi suona plumbeo e vagamente cileno, come dice Marco Bracconi dal suo blog (dal quale riprendo questo pezzo) .

Spero non sia vero non perché vivere in un Paese dove polizia e carabinieri non sono di tutti, ma politicamente schierati, è una offesa alla democrazia; e nemmeno perché in questo caso tutti diventiamo a rischio, perché si sa come funziona: oggi a te e domani a me.

Spero non sia vero perché farsi scrivere i testi da Danilo Calvani, quello dei forconi, non fa onore a un uomo come Lei. Un mattatore del palcoscenico, uno che ormai è “oltre Hitler”, dovrebbe avere per orizzonte almeno la soluzione finale, mica la provincia di Latina.

Grillo, sei una bolla che esploderà ben presto (lo scrivevo qui, leggete)

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