Casarini libero

Luca Casarini, candidato della Lista AltraEuropa per Tsipras, è stato fermato e ammanettato – con i lacci di plastica che usa la polizia belga – stamattina a Bruxelles. Ne dà notizia un comunicato della lista. “Ancora non si sa se il fermo verrà tramutato in arresto”.

Assieme ad altre decine di persone, come scrive l’Huffington Post, faceva parte della delegazione italiana alla manifestazione, organizzata da Blockupy, davanti a Palais d’Egoment, dove si sta svolgendo il summit europeo delle associazioni imprenditoriali. “L’obiettivo della manifestazione era quello di denunciare il ruolo delle imprese private nella definizione del nuovo accordo commerciale fra Stati Uniti ed Europa,il lTtip, che cancellerà di fatto ciò che resta del welfare nel vecchio continente”.

Centinaia di persone stavano manifestando pacificamente davanti al Palais d’egmont contro l’European business summit, che la lista l’altra europa con Tsipras definisce “un raduno di lobby d’affari che, a pochi giorni dalle elezioni europee, si riunisce col dichiarato intento di influenzare la politica europea. All’ordine del giorno dell’incontro il Ttip, il trattato sul commercio che Ue e usa stanno discutendo in gran segreto”.

Aggiornamento: Luca Casarini è stato rilasciato. Qui di seguito la sua dichiarazione:

Ora che è finita, lo possiamo dire: quella della polizia, stamattina, a Bruxelles è stata un’azione assolutamente immotivata. Di più: è stata chiaramente una misura preventiva. Voluta dai potenti – dai ricchi – di questa Europa contro i manifestanti. Duecentoquaranta fermi “preventivi” – senza che sia accaduto nulla – raccontano molto di come, per loro, fosse importante il summit delle confindustrie europee che si stava svolgendo lì a due passi. Svela più di qualsiasi discorso quanto tengano a che le trattative sull’accordo interatlantico, il Ttip, avvengano nel più assoluto segreto. Senza che i cittadini ne sappiano nulla, senza che lo stesso Parlamento europeo ne sia informato. Così hanno mandato la polizia. Così sono avvenuti i fermi preventivi. Così la polizia belga ha deciso gli arresti di massa. Questa è la loro idea di democrazia, di democrazia europea. Noi ne abbiamo un’altra. Opposta.

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