Bruciati vivi

Bruciati vivi.

Ci ho pensato a lungo prima di pubblicare questa foto. Avevo dei dubbi. Mi domandavo: qualcuno ha il diritto di turbare le menti dei suoi lettori con immagini simili? Sarà etico pubblicarle?

Non so ancora darmi una risposta. Non so se qualcuno di voi rimarrà offeso o turbato, se è così, mi scuso. So solo che guardando queste persone carbonizzate vive mi vengono in mente molte immagini simili viste in passato, in diverse parti del mondo, e sono sempre più convinto che non si può tacere sulla questione delle guerre.

La storia non perdonerà la nostra ignoranza, l’insensibilità, l’egoismo. L’orrore va mostrato, condiviso e sofferto, almeno in una millesima parte. L’orrore esiste. Lo stesso orrore che vivono in questi giorni i civili in Ucraina, catapultata in una serie di violenze inaudite che prendono sempre più piede e rischiano di diventare la ripetizione dello scenario balcanico. Stamattina non ho visto nessun giornale pubblicare in prima pagina questa foto e mi sono arrabbiato. Perché tutti noi dovremmo avere davanti agli occhi le conseguenze di una politica corrotta, il modo in cui si sta concretizzando il piano di conquista economico-politico dei territori post-sovietici. Le persone arse vive nella città di Odessa erano dei civili, non erano spie, militari o rappresentanti del governo russo. Erano persone impaurite nascoste all’interno dell’edificio, nel tentativo di sfuggire alla furia omicida dei provocatori squadristi.

Sono stati bruciati vivi e nessun giornalista occidentale ha avuto coraggio di raccontare – o nessun giornale si è preso la responsabilità di pubblicare. Perché in fondo non abbiamo ancora capito se ci serve il gas russo o se accetteremo la proposta delle compagnie americane. Io dico che di fronte ad un simile scempio svaniscono le appartenenze, la coerenza politica, gli interessi economici e non esistono più le spiegazioni. Non esiste nessuna giustificazione storica o umana con cui si possano spiegare i corpi di esseri umani carbonizzati.

Corpi che ieri non erano diversi da noi: fatti di carne e ossa, con pensieri, desideri, affetti, progetti, sentimenti. Mi dispiace se ho rovinatola vostra giornata, mi dispiace con tutto il cuore di aver urtato la vostra sensibilità con queste immagini (foto di Nicolai Lilin, scrittore siberiano), ma se esiste la verità, sono sicuro che in questo momento ha il volto sfigurato dal fuoco, come quello dei cadaveri che vedete in queste foto.

E spero che mister Obama e i suoi consiglieri, possano riportare nelle loro anime la stessa micidiale devastazione che hanno portato sui loro corpi quegli innocenti di Odessa.

Solo per persone “forti di cuore”, qui le altre immagini. Per non dimenticare (grazie a Nicolai Lilin, con il quale ho scambiato riflessioni e pensieri su queste immagini e sulla vicenda in generale)

 

 

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