In grazia di Dio

Una storia piccola e semplice che contempla estasiata la complessità delle relazioni umane: il film più compiuto di Winspeare

Quello che accade è di perdere la tenerezza per tutto. Indurirsi sino all’indifferenza. Ricevere tutto come condanna e procedere per inerzia. È la strage d’anime che questi tempi stanno generando.
Ho appena finito di vedere un film, “In grazia di Dio”. Ne sono completamente attraversato. C’è il sole meridionale, c’è la pietra. Ci sono debiti, e ancora debiti, fabbriche che chiudono, la casa svenduta, pensioni saccheggiate che fanno vivere figli e nipoti. L’onestà pagata a un prezzo d’usura. I rosari, l’emigrazione, la famiglia unita e nervosa a tavola, gli insulti come calce che tiene in piedi affetti compromessi dall’infelicità. E ancora la famiglia, luogo di ferite, ma presenza certa nel bisogno e nell’aiuto. C’è la vita di quattro donne che provano a trovare una strada accettabile quando il lavoro non sembra bastare più come condizione per vivere dignitosamente. E c’è la campagna a cui si ritorna malvolentieri, perché costretti: gli ulivi sul mare, le pietre una sull’altra per ricostruire.
È in questa stessa terra (la mia) che forse riparte una possibilità di vita, di lavoro, di pace e di bellezza.
Un’opera su cosa stiamo diventando e cosa stiamo perdendo, come scrive anche Saviano. Per comprendere da dove poter ripartire. Si torna a scegliere di capire, di scovare il bello, di rintracciare l’errore, l’inganno. Con semplicità, eleganza, con il desiderio di raccontare. 

C’è un punto.
Un momento.
In cui arriva il momento del coraggio di affermare “qui non tutto è in vendita”.
I soldi non sono tutto.
Anzi, le cose più importanti non hanno valore.

Winspeare ha fatto un bellissimo film ruvido e intenso e vero per dire che, in tempo di crisi, può anche accadere di perdere tutto quello che hai ma se non perdi la relazione che sei, allora puoi ricominciare. Da qualche parte. Dalla terra, ad esempio.
Andatelo a vedere “In grazia di Dio”.
Un film che profuma di Puglia. Di Salento. (Guglielmo Minervini, Assessore Regione Puglia Politiche giovanili, Trasparenza e Legalità )

 

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