L’Uruguay legalizza la marijuana

Giorni fa arrivava la marijuana di Stato a 68cent al grammo (cliccate qui per leggere la notizia). Oggi questa notizia.

Il senato uruguayano ha approvato in via definitiva la legge che legalizza la produzione, il consumo e il commercio della cannabis. Dopo 12 ore di dibattito, il testo è stato approvato con 16 voti a favore e 13 contrari. La camera aveva già dato il via libera alla legalizzazione a luglio. Se la costituzionalità della legge sarà confermata, il provvedimento entrerà in vigore ad aprile del 2014.

Sarà consentito ai maggiorenni, residenti nel paese, di acquistare fino a 40 grammi di marijuana.

La legge è stata proposta dal presidente José Mujica, che crede che la legalizzazione delle droghe possa aiutare a sconfiggere il commercio illegale, fonte di ricchezza per la criminalità organizzata.

“È una risposta pragmatica al traffico di droga, visto che la guerra al narcotraffico in Sudamerica è fallita”, ha detto il senatore Roberto Conde, sostenitore della legge. Ma non mancano i critici che accusano il presidente di voler sperimentare sulla pelle dei cittadini. Anche papa Francesco durante il suo viaggio in Brasile a luglio ha criticato la legalizzazione della cannabis, senza fare riferimento esplicito all’Uruguay.

L’11 dicembre i sostenitori della legge si sono radunati di fronte al congresso, a Montevideo, per festeggiare l’approvazione della norma.

E in Italia, che si fa?

Nota: in parlamento Sinistra Ecologia Libertà si appresta a presentare alla Camera un’analoga proposta di legge. Lo faranno il capogruppo di Sel in Commissione Giustizia Daniele Farina e il capogruppo di Sel in Commissione Finanze Giovanni Paglia. Si stima che a regime la nostra proposta possa rappresentare un introito di sole accise per l’erario di almeno quattro miliardi all’anno. Risorse sottratte alle mafie e destinabili all’introduzione di un reddito minimo garantito e alla manutenzione del territorio. Si pendi che tranne la coltivazione per uso personale, debba essere lo Stato a gestire questa importante risorsa secondo un modello molto simile a quello storicamente in vigore per i tabacchi lavorati.

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