Dieci ragioni per votare Civati

pippo-civati-stefano-235641Non c’è nulla da perdere. Da guadagnare, tanto per cominciare. Sarebbe sufficiente un risultato inatteso per potersi godere una piccola soddisfazione dal sapore beffardo o ritorsivo. Poi qualcuno racconterà che tutto è stato prova dell’esemplare democraticità di un Grande Partito, ma basta cambiare canale, pagina, sito ecc. Se poi vorranno credere alla loro stessa propaganda, sarà principalmente un problema loro: se di questo pensano di potersi accontentare, saranno bastonati dagli elettori – come prima, più di prima.
Non è impossibile ottenere qualcosa. Se tutti quelli che quasi quasi lo voterebbero ma sono convinti dell’inutilità del gesto (“tanto vince Renzi; tanto il Pd non è salvabile”) domenica prossima andassero a votare, Civati potrebbe battere Cuperlo. E a quel punto magari non è più così scontato che alla fine vinca Renzi.
Perché Gianni Cuperlo non sarebbe adatto al ruolo. Non ne ha la forza né in quanto figura troppo organica al partito, né come singolo chiamato a rappresentarlo. Non ha la forza per portarlo più a sinistra (anche se lui stesso ci crede), né di riagganciare i delusi di ogni età e genere. Non ho niente contro Cuperlo: lo vedo come un impeccabile, colto e discreto funzionario del Lloyd Adriatico che il latifondista del Salento (latifondista non di terre, ma – alla Gogol’- di anime) un bel giorno ha convocato. Quindi bastava trovarne uno presentabile, e al riparo di una coperta tessuta nella più pura tradizione, mettersi a trattare sottobanco. A Cuperlo, anche per questo, vanno le mie sincere simpatie umane e letterarie.
Perché l’idea che Matteo Renzi sia l’unico personaggio vincente nell’intera area del centro-sinistra, l’idea che porta moltissimi a sostenerlo per convinzione o per resa a un supposto principio di realtà, mi pare oggi parecchio opinabile. Renzi poteva andare bene per battere Berlusconi due anni fa, ma oggi? Oggi, 4 dicembre 2013, già danno Forza Italia al 20%. Renzi a molti elettori di sinistra non piace. Non hanno torto i suoi sostenitori quando protestano “ma perché c’è l’avete tanto con Renzi dicendo che è come è Berlusconi, che è uno di destra? Ci volete spiegare il Pd in tutti questi anni che tipo di politica ha fatto realmente?” Vero, ma non è un buon argomento.
Perché la stragrande maggioranza dei cittadini avverte come condizione prioritaria per dare uno straccio di fiducia a un politico qualsiasi, sapere che si è impegnato a ridimensionare i privilegi, gli sprechi, le opacità del nostro sistema di potere dei partiti. Sapere, anche, che si è fatto strada all’estrema periferia di quel sistema.
Perché Civati dice cose limpidissimamente di sinistra su temi come la laicità dello Stato, i diritti civili, la parità di genere, l’immigrazione, la cittadinanza ai figli degli immigrati. Perché ha sostenuto il referendum sull’acqua pubblica e in genere è consapevole che esiste una questione ambientale.
Perché da anni ha interagito con tutti i movimenti e attori politici più rilevanti del momento, rilevanti in quanto presenti nei luoghi di conflitto e/o espressione dei medesimi, o davvero impegnati a comprenderli: M5S, Val di Susa, Fiom e Maurizio Landini, Stefano Rodotà, per nominarne alcuni. Lo appoggiano ufficialmente Felice Casson e Fabrizio Barca.
Perché è uno che sui temi economici così vitali per affrontare la crisi dice, da tempo, cose di sinistra (reddito minimo, più tasse sul patrimonio e meno sul lavoro, lotta all’evasione fiscale) che però, a guardarle nel concreto, sembrano studiate per essere praticabili.
Perché sa comunicare. Anzi sotto questo aspetto, da quando si è candidato a segretario, è riscontrabile un miglioramento quasi diabolico. L’altro giorno, si è inventato una finta intervista di “Che tempo che fa” – era l’unico dei candidati alle primarie che Fabio Fazio non aveva invitato. Il video ha fatto il giro della rete.
Sento l’obiezione che la politica dovrebbe essere fatta di sostanza, idee, programmi, progetti. Però un politico che non sa comunicare è come un cantante che non sa cantare; può cantare come Frank Sinatra o come Tom Waits, ma deve trovare la propria intonazione. Saper comunicare non è una regola deplorevole introdotta dalla società dello spettacolo – la retorica e l’oratoria sono discipline antiche. Sapevano comunicare i grandi Gandhi e Che Guevara, o Berlinguer, Pertini, di Vittorio.
Determinato. Ha voglia e capacità di guardarsi intorno, ascoltare, lavorare insieme agli altri. Se combinerà qualcosa di buono, non lo farà da solo.

Un’altra ragione: gli voglio bene e perchè lo sento vicino alle mie idee di Sinistra (e da elettore, da anni, di SEL, come ho scritto da tempi qui – cliccate )

Postilla: Queste pagine le ho scritte nutrendo una sfiducia quasi totale nel Pd (ma con una fiducia immensa in Pippo). Preferirei cominciare a intravvedere almeno un piccolo battito d’ali che non causerà nessun terremoto da nessuna parte.

Mi auguro un’uscita da questa stasi depressiva. Auguro a Renzi e Cuperlo il meglio. Perchè in tanti come me (lo affermo da elettore di SEL), sentiamo la mancanza di dare delle idee di governo di Sinistra

E perchè non voglio sparisca questo grande patrimonio di Sinistra come scrivevo qui stamattina (cliccate)

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2 pensieri su “Dieci ragioni per votare Civati

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