Ora anche il marito della Cancellieri con i Ligresti. Ripeto: dimissioni

Voi che avevate creduto alle panzane raccontate dal ministro della Giustizia. Voi che pensavate che il suo comportamento fosse stato retto e giusto.
Voi che pensavate che avesse fatto solo il suo dovere.
Voi, avevate sbagliato. Capita anche ai migliori di prendere una toppa.

E così, su “La Repubblica” oggi Paolo Griseri racconta dei tabulati telefonici depositati alla Procura di Torino dai quali risultano ulteriori contatti non dichiarati fra la ministra Annamaria Cancellieri e la famiglia Ligresti dopo l’arresto di Salvatore, Jonella e Giulia e la latitanza svizzera di Paolo.

Risultano inoltre frequenti contatti tra la famiglia Ligresti e il marito della Cancellieri, Sebastiano Peluso, sempre in quei frangenti drammatici.

Se il ministro non ce l’ha contata giusta di fronte al Parlamento, se cioè ha tenuto coperto un attivismo sia pure manifestatosi al di fuori del suo ruolo istituzionale in favore degli amici di una vita, beh, allora mi pare che vengano meno le condizioni per l’esercizio della sua funzione.

Abbiamo considerato gravemente inopportuna la telefonata della Cancellieri il 17 luglio (come scrivevo qui), subito dopo gli arresti, alla compagna di Ligresti e la sua stessa ammissione pareva vuota e inconcludente per chiudere tutto quanto l’incidente.

Ma ora, quanto emerge su di lei e sul marito, mantenuto sotto copertura, ho l’impressione che debba portarla dritto e in fretta verso le dimissioni.

E stupisce che una “donna delle istituzioni”, come è presentata dai suoi colleghi che la apprezzano tantissimo, non se ne renda conto, come afferma Pippo Civati dal suo blog (qui).

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Un pensiero su “Ora anche il marito della Cancellieri con i Ligresti. Ripeto: dimissioni

  1. che il marito fosse della stessa pasta dei Ligresti con i quali esiste questo pluridecennale affettuoso sodalizio lo denota il suo coinvolgimento nello scandalo farmacopoli altrimenti definito fustelle false che ebbe lo scopo di truffare lo stato ottenendo rimborsi non dovuti sui farmaci, e la fece franca per un cavillo procedurale generato da un errore tecnico dei pm. Come dire che il cav è una persona perbene perchè il 95 x100 dei suoi crimini è andato prescritto.Le famiglie così legate sono state compagne di viaggio nell’epopea criminale della Milano da bere dove hanno assorbito l’abitudine a percepire l’illecito come normalità . Quindi un intervento irregolare per far uscire di prigione la Ligresti subito , dopo decenni di truffe e reati , rientra per la Cancellieri in quel concetto sopraesposto della normalità , come pure tutte le falsità e balle raccontate alle camere dalla Cancellieri rientrano per lei in comportamenti con cui ha una totale familiarità

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