I gazebo di D’Alema

1005710_595403777156598_126416724_n“Se gli iscritti se ne vanno chi li smonta i gazebo, Flavio Briatore?”

Lo ha detto Massimo D’Alema, oggi, in un’intervista a l’unità.

Si può avere posizioni diverse in un partito, come scrive il mio amico Marco Furfaro, fare battaglie durissime, avere prospettive che non combaciano. Ma quando si considera gli iscritti, cioè quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti della tua comunità, coloro che “smontano i gazebo” non c’è più niente da fare.

La sinistra che pensa questo non è sinistra, è una truffa. Qualunque sinistra che voglia tornare ad essere tale, compresa quella in cui milito io, dovrebbe fare il contrario: ripartire dalle persone, dalle singole persone, dalle loro fragilità, talenti, sogni e competenze. E affidare una volta per tutte a loro, alla saggezza e alla visione che non hanno più le classi dirigenti, le scelte politiche. Facendole votare – con una testa un voto – sulle grandi decisioni, sul profilo programmatico, sulle prospettive.

I gazebo facciamoli smontare da chi ha deciso tutto negli ultimi venti anni. A coloro che quelle decisioni le hanno subite invece affidiamo il comando. Forse torneremo pure a vincere.

Nota: che sia ben chiaro, non ho “simpatie” per Cuperlo, Pittella. Figuriamoci per Briatore

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