I Ligresti alla Cancellieri: “Fai uscire Giulia dal carcere”

Nell’inchiesta di Torino le telefonate con il Guardasigilli che attivò il Dap: “L’ho fatto per ragioni umanitarie”. “In cella non mangiava più, chiesi umanità”.

“La persona che potrebbe fare qualcosa per Giulia è il ministro Cancellieri”: il 17 agosto la compagna di Salvatore Ligresti, Gabriella Fragni, intercettata, parla al telefono con il cognato, Antonino Ligresti, e trascina il ministro della Giustizia negli atti dell’inchiesta su Fonsai che è costata l’arresto all’intera famiglia del finanziere siciliano.

Chiamata direttamente da Antonino, il ministro della Giustizia risponde, e si attiva. Parla con i due vice capi di dipartimento del Dap, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, per “sensibilizzarli” sul fatto che Giulia Maria Ligresti soffre di anoressia. Il 28 agosto, dopo che il ministro della Giustizia si è interessata della sua situazione in cella, finalmente Giulia vede aprirsi le porte del carcere.

“Si è trattato di un intervento umanitario assolutamente doveroso in considerazione del rischio connesso con la detenzione”

In tanti vorrebbero il numero di telefono della Ministra per vedersi alleviate le pene di un sistema carcerario insopportabile, esattamente come per la signora Ligresti, ma a chi riempie le carceri per via della povertà quel numero è sconosciuto come la speranza di cambiare la propria vita.

Nota: cliccate qui per firmare la petizione, lanciata dal mio amico Maso Notarianni, che ha per oggetto la richiesta di dimissioni del Ministro Cancellieri

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