Requiem per il loden

elsa-e-mario-monti-164x300Un giorno bisognerebbe farla, come dice Alessandro Gilioli dal suo blog, la Spoon River dei partiti centristi-borghesi italiani: dalla lista di Massimo Severo Giannini (era il 1993, ci stava dentro pure Galli della Loggia), giù giù fino a Scelta Civica, passando per il Patto Segni, Alleanza Democratica (ve lo ricordate Adornato?), la lista Dini (sì, abbiamo avuto anche quella, fu un’invenzione di D’Alema) ma anche la montezemoliana Italia Futura, che a un certo punto sembrava dovesse spaccare tutto.

Sigle che nascono sull’onda di un portentoso sostegno da parte dell’establishment economico e mediatico, ma poi vanno a scontrarsi con un’indifferenza totale nel Paese reale, che curiosamente obbedisce poco alle indicazioni degli editorialisti del ‘Corriere’.

Ricordo bene quando al termine della prima Repubblica, a un certo punto, Mediobanca e amici puntarono tutto su Giorgio La Malfa, nella certezza che fosse la carta vincente, e mi scappa ancora da ridere.

Mi viene invece un po’ da piangere se penso a quanto il Pd abbia a lungo corteggiato questo centro inesistente e le sue taumaturgiche ‘agende’.

A proposito, quanto al povero Monti: bah, per capire che fine avrebbe fatto forse gli sarebbe bastato fare un giro in qualsiasi città, magari col cappello e la barba finta, e chiedere in giro cosa si pensava di lui. Sì, anche negli stessi giorni in cui sui quotidiani eravamo al culto del loden.

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2 pensieri su “Requiem per il loden

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