Legge di (in)stabilità

Una legge di (in)stabilità, come stanno dicendo in tanti in queste ore.

La prima legge di stabilità della Grande Coalizione all’italiana riflette i limiti della strana maggioranza che l’ha prodotta (qui i dettagli).

Non si può giudicare rivoluzionaria: non aggredisce il Leviatano della spesa pubblica improduttiva e non aziona le leve di un’economia competitiva. Ma non si può neanche definire rinunciataria: azzarda qualche timido tentativo di introdurre politiche redistributive senza alimentare ulteriori dinamiche recessive. Il risultato è una manovra di mantenimento. O di galleggiamento, secondo i punti di vista.

Questa è la vera occasione mancata. Tutto questo soddisferà i “governisti” dei due poli.

Piacerà alla matrigna Europa, e forse anche ai mercati tiranni. Per carità, non è poco. Ma agli italiani serve molto di più.

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