L’Italia di Letta spiegata a Tony Pagoda

È in momenti come questi che sento forte l’esigenza di andarmi a rileggere questa pagina di Paolo Sorrentino in “Hanno tutti ragione”, in cui Alberto Ratto, esule in Brasile da diciotto anni, spiega la sua teoria sull’Italia a Tony Pagoda.

«Tonì, è molto semplice. Il mondo si divide in due parti, come una pesca che apri a metà. C’è una metà di nazioni che abbassa la testa e si mette a produrre: siderurgia, tessile, pizza di scarola, tutto quello che vuoi tu, insomma. In pratica parliamo di quella metà del mondo che prende mezza pesca, ne scova il seme, e ci ricava una coltivazione di mille ettari. L’altra metà cosa fa? Prende la mezza pesca e se la mangia. L’altra metà non fa un cazzo dalla mattina alla sera. L’Italia rientra maestosamente in questa seconda categoria. Non vuole lavorare. E allora che fa? Si butta al telefono, si vede nei salottini, chiacchierano nei retrobottega, si sparano cocktail e tartine, si fanno i bagni davanti al faraglione. E cosa fanno durante tutte queste situazioni? Chiacchierano. Sono condannati a chiacchierare. Non sanno fare altro. Cominciano col più e col meno e si annoiano. Poi parlano della figa, ma anche questo argomento giunge dopo poco a conclusione e loro ancora col bagno a mare, faccia contro faccia, poi si scambiano le mogli e presto si annoiano, poi progettano di fare società insieme, dunque di lavorare, ma ci rinunciano quasi subito perché faticare è un’attività stancante assai, poi se ne vanno al ristorante e parlano di cibo, ma pure quello si esaurisce, allora attaccano a parlare di amici e conoscenti, gente famosa e meno famosa, fanno il pettegolezzo, ma ancora non basta, per chi non fa un cazzo permane un sacco di tempo libero e allora cosa si inventano? Si mettono a complottare. Decidono di fare il culo una volta a uno una volta a un altro e, così facendo, finalmente, occupano tutta la giornata e possono coricarsi sereni. Hai capito adesso? Come nascono i tanti misteri italiani? Nascono perché noi non ci abbiamo un cazzo da fare. Abbiamo deciso di stare tutta la vita in vacanza, forse perché da noi ci sta troppo mare, chi lo sa, ma è così che stanno le cose».

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