A testa in giù con Berlusconi

A testa in giù è il titolo di un libro di Eduardo Galeano, Sperling & Kupfer Editori, del 1999. In copertina, come sottotitolo, vi si legge: “La scuola del mondo alla rovescia”.

Ma lì si descrive la situazione del Terzo Mondo, in particolare dell’America Latina, con le sue dittature e i connaturali crimini, con i suoi genocidi e i suoi “buffoni seduti sul trono del re”. Noi, di converso, in Italia, si ha la pretesa di essere nel cuore dell’Occidente, una democrazia “adulta” e “vaccinata”.

Il mondo rovesciato è il titolo dell’articolo di fondo di Ezio Mauro che apre la prima pagina di Repubblica del 21 Agosto 2013. Ove si fa la radiografia del Paese Italia nel quale la “politica diventa impostura”, con un “rovesciamento clamoroso del senso” e “un sovvertimento della realtà”.

Le menzogne

È da poco iniziato il bombardamento mediatico che trasforma le bugie in verità, che cancella i problemi reali del paese e ne impone uno, criminale e surreale: il salvacondotto per un delinquente condannato al terzo grado di giudizio.

Un tale bombardamento è destinato a lasciare sul campo, quello in cui il de cuius è sceso trionfale venti anni or sono, un ammasso di cadaveri e cumuli di macerie.

I cadaveri sono quelli dei cittadini, stuprati nelle loro coscienze e violentati nei loro ideali.
Le macerie sono quelle delle istituzioni democratiche e repubblicane, devastate nella loro sacrale “imparzialità” e piegate ai disegni criminosi del monarca e a protezione illegale della sua immunità.

La legge Severino

Il bombardamento, poi, rende “discutibile” e “razionabile” anche l’assurdo impossibile, come il disquisire sulla retroattività delle Legge Severino. Retroattività che non ha nulla a che fare con il nostro problema. La Legge Severino stabilisce le condizioni che rendono ineleggibile un candidato. Niente a che fare con la data in cui si è commesso un reato!

Il cittadino Silvio Berlusconi è un condannato in via definitiva e, pertanto, non può assumere cariche pubbliche. Punto! Il reato per cui è stato condannato e il tempo in cui è stato commesso non c’entrano. Qui non siamo di fronte ad una “condanna” per cui analizzare i modi e i tempi del reato. Qui si parla di condizioni, le quali o ci sono o non ci sono.

Il Capo

Altra assurda distorsione è il voler legare abusivamente il ruolo del “senatore” con quello di “guida del partito”. Ci si dice che destituendo Berlusconi come senatore gli si voglia impedire di continuare a guidare il “suo” partito! E dove mai? Dov’è scritto che per guidare un partito bisogna essere senatori?

Qualsiasi cittadino, corrotto e corruttore, plurimendace e spergiuro, ladro ed evasore, può fondare e guidare i partiti che vuole, battezzarli e ribattezzarli, farli e disfarli, come a lui meglio aggrada.

Ancora. Ci si vuol far passare come incoerente, come la politica dei “due pesi e due misure”, il fatto di avere Berlusconi come alleato nel governo, favorendo la sua permanenza, e poi prenderne le distanze come senatore votandone la decadenza. Ebbene, qui siamo proprio di fronte ad una perversità diabolicamente intrigante. Qui siamo allo scambio abusivo del soggetto: nel primo caso di parla del partito e nel secondo caso si parla della persona. Se poi il partito e la persona sono la stesa cosa, allora il problema è loro. E noi si ha ragione a parlare non più di “partito” ma di “sultanato”!

Nella Bibbia, nel capitolo 37 del libro di Ezechiele (versetti 1-3) si legge: “La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: Figlio dell’uomo, potranno mai queste ossa rivivere?. Io risposi: Signore Dio, tu lo sai”.

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