L’abbraccio che sogno

L’abbraccio che sogniamo per l’Italia.

Sotto la pelle. Metti un ministro di colore, per la prima volta, a occuparsi di integrazione culturale, e, toh!, viene a galla tutto il fondo limaccioso di razzismo e intolleranza che si è sedimentato nella sottocultura italiana. Grazie all’egemonia leghista esercitata negli ultimi venti anni, c’è un’Italia per la quale conta il colore della pelle più che il valore delle persone e la qualità delle idee. E’ un’Italia provinciale. Primitiva. Inquietante. Ma non ridicola, per piacere.

Questo il pensiero che mi sento di condividere con voi, dopo il dibattito di stasera al quale ho partecipato alla Festa Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, al Carroponte (Sesto San Giovanni).
Una Italia migliore

#nessunoescluso

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