Scontri NO-TAV. Forti con i deboli e deboli con i forti

969354_516307368438532_1775050153_nIl peggiore è il senatore del Pd Stefano Esposito. Come possiamo definirlo? Un estremista Sì Tav e nel contempo un ghignante e arcigno supporter delle Larghe Intese con Berlusconi. Se, come spesso dice, la Val Susa è palestra per un movimento più ampio, va detto che per lui le alleanze incomprensibili per difendere la Grande Opera Inutile hanno rappresentato il terreno di crescita per accettare qualunque accordo. Pur di favorire interessi che non sono quelli dei cittadini né della democrazia.

Per esempio ieri il ministro Maurizio Lupi, sulla Tav e sulla resistenza contro la Grande Opera Inutile, ha mostrato una determinazione che non appare rilevabile nel campo delle soluzioni politiche per dare lavoro e speranza vera al Paese.

Forti con i deboli e deboli con i forti. Pare questo il modello di legalità di questo governo. Che costringe alle dimissioni Josefa Idem (lo scrivevo qui)per un errore e si tiene stretto il truffone kazako (lo scrivevo qui) e i suoi responsabili. Un modello di politica che predica sacrifici e responsabilità, ma a senso unico. Guai a toccare gli interessi degli oligarchi.

Per quelli si schiera l’esercito: in Italia come a Istanbul.

E le storie sono sempre le stesse: botte, soprusi e feriti. Poi processi e repressione. Per dare un messaggio chiaro al paese mezzo addormentato e seduto davanti a tv e pc in un’arena mediatica flautata: gli interessi veri non si toccano. E se facciamo il conto gli interessi veri sono: F35, armi, Tav, devastazione delle città tramite scappatoie urbanistiche, interessi privati.

Sfogliando i dati Ocse scopriamo che il 53% dei nostri giovani è precario, senza futuro, e la disoccupazione si aggraverà nel 2014. La realtà ci dice che un numero infinito di pensionati prende pensioni da fame. Le scuole cadono a pezzi, l’istruzione pubblica è ridotta a uno straccio. Per fare una Tac devi essere raccomandato o aspettare sei mesi. Però avremo 90 nuovi e difettosi aerei da guerra. E tra 20 o 30 anni le scatolette di tonno andranno velocissime da Torino a Lione risparmiando ben 30 minuti (lo scrivevo qui). Parliamo di soldi nostri. Di 40 miliardi di euro che un governo saggio, non sottomesso a dinamiche internazionali incomprensibili e che veramente volesse combattere la guerra alle mafie, potrebbe investire per creare occupazione, per detassare il lavoro e aumentare le pensioni. Per rendere i luoghi dove viviamo più civili. Per non fare guerre e non finanziare grandi opere inutili per i cittadini e utili solo per il sistema assurdo che ne sostiene l’assoluta e ideologica realizzazione.

E allora mi piace pensare a Antigone Pietas. Il titolo di un’opera artistica di qualche tempo fa in cui l’amore e la disobbedienza civile agivano come difesa della libertà e della giustizia al di sopra di qualunque legge umana, soprattutto se la legge umana è in difesa di interessi non civili, ma ipocritamente democratici.

In Val Susa, a Milano come in Turchia. Ci sono diritti e beni comuni che vanno difesi dall’assalto legale portato dall’asse politica-profitto. A danno di tutta la collettività.

“Nell’ennesima notte di scontri, operai e tecnici hanno raggiunto la profondità di 184 metri. E’ forse questo l’aspetto più frustrante di chi sta lottando contro il Tav. Lo sterminato cantiere, ingombro di macchine, dove spicca la perforatrice Jumbo, simile a un gigantesco mostro preistorico, provoca un contraccolpo violento, la determinazione di bloccare i lavori con ogni mezzo, ormai fuori dalla legalità, valendosi dell’aiuto di tutte le organizzazioni estremiste d’Europa. Obiettivo, il modello Gezy Park (lo scrive così il giornalista della Stampa). Ieri notte nei boschi di Clarea c’erano francesi, greci, turchi, estremisti provenienti da tutta Italia, ospiti del campeggio di Venaus, la base operativa dei black bloc. Dopo il fallito assalto, carabinieri e polizia, con al loro fianco i pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, hanno ritrovato molotov, spranghe, esplosivi e altro materiale. Tra i fermati, molti nomi di rilievo del mondo antagonista, tra cui il figlio del presidente del Tribunale di Asti”.

Mano pesante, e silenzio mediatico. E in tutto questo si incastra una testimonianza cruda, che fa male. Ascoltatela

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