Ieri: “Non lo sapevo”, “scusa”, “scherzavo”

imagesSintesi di ieri: in Italia basta dire ‘non lo sapevo’, ‘scusa’, ‘scherzavo’ per poter fare praticamente tutto, senza conseguenze.

E nel frattempo, si incrociano varie “italie” diverse Alfano-Kazakistan (lo scrivevo qui), Calderoli-Kyenge (lo scrivevo qui), Bondi-ILVA (lo scrivevo qui).

Tre storie diverse; tre richieste comuni, un passo indietro da parte dei protagonisti; un rischio concreto: nulla, effettivamente, sta accadendo. In Italia questo succede spesso: c’è la polemica, una richiesta di dimissioni, una nuova polemica che rende vecchia la precedente e riduce la pressione mediatica sui protagonisti.

L’Italia sembra in balia di una sorta di “indignazione a tergicristalli”: ci si sposta da un’incazzatura all’altra, senza mai ottenere alcun risultato. L’unico modo per uscirne è decidere un obiettivo, concentrarsi su esso e non mollare più la presa, anche per mesi se necessario.

Quando si vuole ottenere un risultato politico (le dimissioni, ad esempio), non bastano dichiarazioni singole, o l’impegno di un giorno: servono vere e proprie campagne di comunicazione, e questo vale per i politici come per i giornalisti.

La storia continua (lo scrivo qui)

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