Nessuno ne parla. Il caso Ablyazov: nuova vergogna per il governo Letta

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C’è una storia, di cui si parla troppo poco.

E invece è tremenda, perché in una democrazia compiuta non dovrebbe mai accadere.

Lo scorso fine maggio, una bambina di 6 anni e la madre, provenienti dal Kazakistan e domiciliate a Roma, “di una grande operazione di cattura e rapimento”.
Cinquanta uomini della polizia di Stato hanno circondato la casa e arrestato mamma e bambina. Le hanno trattenute tre giorni e poi rispedite a forza in Kazakistan, tramite aereo privato partito da Ciampino: consegnate da polizia a polizia, negando loro ogni diritto e beffandosi di ogni dovuta formalità internazionale.
L’operazione è stata fatta all’oscuro del Ministro degli Esteri, Emma Bonino. Il responsabile della Polizia di Stato è il Ministro degli Interni, cioè Alfano (auguri). A pensar male a volte ci si azzecca, per non dir sempre o quantomeno spesso, e Alfano – oltre a essere vicepresidente di questo governicchio – è uomo di fiducia di Berlusconi. E Berlusconi è notoriamente caro amico del presidente kazako. Un presidente assai dispotico, per usare un eufemismo.
Cosa c’entra tutto questo? C’entra, perché mamma e bambina sono moglie e figlia di Mukhtar Ablyazov, dissidente kazako in fuga. Arrivare a una possibile spiegazione dell’accaduto non è difficile: il presidente dittatore del ricco paese petrolifero potrebbe avere sfruttato gli amici giusti italiani per “giocarsi” degli ostaggi contro il suo principale avversario (ma ovviamente queste sono congetture disfattiste).
Al momento la vicenda, semplicemente terribile, non pare destare grande scandalo. Tra i pochi fuori dal coro, il deputato Pd Fiano e Luigi Manconi, Presidente della commissione Diritti umani del Senato.
Mentre il governo non manca occasione per omaggiare il vero Premier, cioè Berlusconi, sarebbe bello – nonché scontato in un paese normale – se Letta bloccasse i rapporti con il Kazakistan, chiedesse nomi e cognomi di chi ha arrestato mamma e bambina e costringesse Alfano alle dimissioni.
Tre cose naturali. Quindi non ne accadrà neanche una.

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