La mossa disperata del Cavaliere all’angolo

imagesLa giornata più lunga di Berlusconi: “Bisogna bloccare la sentenza ma non farò cadere il governo.  Letta ricuce con il Pdl: mai però un intervento sui processi

“Bisognerebbe trovare una soluzione per rinviare questa maledetta sentenza. Un modo per farla slittare ci sarà pure. Perché io non ho più voglia di fare una campagna elettorale. Non so se mi va di far cadere il governo e ricominciare tutto daccapo”.

La tensione nel Pdl è alle stelle (lo scrivevo qui). Il centrodestra è sull’orlo di una crisi di nervi. E anche sul ciglio di una spaccatura che potrebbe segnarne la fine.

Con i “falchi” da una parte e le “colombe” dall’altra. Con Silvio Berlusconi che si sente chiuso in un cul de sac. Senza via d’uscita. Alla ricerca di un “escamotage” che gli permetta di non sentirsi definitivamente in trappola.

La giornata di ieri, infatti, si può racchiudere in questa frase che il Cavaliere ha ripetuto a più di un deputato. Parole che non descrivono solo il suo status emotivo. Ma anche la voglia di giocarsi ancora la partita su due piani. Come ha sempre fatto in passato, è alla ricerca di una “leggina”, di un “passepartout” che possa scardinare la prossima sentenza. Ma nello stesso tempo capisce che il tempo non lavora a suo favore. Troppo poco per arrivare ad una qualche forma di “salvaguardia”.

Il 30 luglio ormai è vicino. E allora si acconcia al “piano B”: limitare i danni. Ossia lasciare in vita il governo Letta e considerarlo l’ultimo baluardo per conservare un “ruolo” al “tavolo che conta” (lo scrivevo qui).

Nel frattempo sperare che la Cassazione sia clemente. “Io – sono le sue parole – ci spero ancora”. Speranze, peraltro, alimentate dal comunicato emesso dalla Suprema corte e dalle dichiarazioni del suo presidente Santacroce che non ha escluso l’ipotesi del rinvio.

Per il resto dice bene Guglielmo Minervini (Assessore Regione Puglia) il quale afferma che da ieri si sono avute due lezioni dagli eventi di ieri. La prima. Non c’è un PD ma due. Uno è consociativo e l’altro è alternativo. Il PD consociativo, da sempre incubato sotto traccia, è venuto allo scoperto con l’agguato dei 101, poi ha varato questo governo, e col voto di ieri dichiara che fa sua la tutela di B, pur di mettere in sicurezza il governo. La consociazione come patto mefistofelico: cedi al diavolo la tua anima in cambio del potere. La seconda. Attenti. Siamo ai colpi di coda. B sta affondando. Questa volta per davvero. Mantenetevi saldi perché le ultime contrazioni saranno violente. Molto. Per la prima volta dovrà fare i conti con la verità.

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