Altra gaffe di Boccia sul sistema di finanziamento della Università di Berkeley

Ancora una perla di Boccia. Dopo quella sugli elicotteri F-35 (lo scrivevo qui), ora quella su Berkeley.

Ieri, l’onorevole Boccia aveva aggiunto questa frase:

«Chi dice che togliendo gli F35 si recuperano risorse per abbattere il cuneo fiscale, dimostra di non sapere come funziona il bilancio dello Stato (…). Degli F35 ormai s’è fatto un simbolo. Ma pochi sanno che Berkeley, l’università più pacifista al mondo, ottiene fondi per l’80 per cento dall’industria militare. E poi, potrà non piacere, ma gli investimenti militari danno ritorni economici, in termini di occupazione, e di tecnologie che poi finiranno nel settore civile. E’ l’Abc»

dice Francesco Boccia, Pd, che ha abbondantemente dimostrato nei giorni scorsi di non avere la più pallida idea di cosa sia l’Abc.

Ecco, il punto: “…. pochi sanno che Berkeley, l’università più pacifista al mondo, ottiene fondi per l’80 per cento dall’industria militare”. Come dimostra il grafico allegato, non è un cazzo vero quello che dice (lo si può notare anche qui la storia dell’università):

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In merito al sistema di educazione in America. La situazione americana non ha precedenti. Per la maggior parte del corso della storia ci si è serviti dell’educazione a vantaggio dell’una o dell’altra classe sociale, ora al servizio della Chiesa, o dell’aristocrazia o di qualche altra istituzione. Oggi negli Stati Uniti l’educazione è posta al servizio di tutti e allo stesso tempo diventa, con la sua capacità di suscitare nuovo sapere, una forza indispensabile nella società. Essa sta per raggiungere una propria volontà. Così come avviene per l’“insieme militare-industriale” (su cui il presidente Eisenhower parlò una volta) l’educazione ha la stessa capacità di perpetuare se stessa e di cambiare la società circostante. Forse, e ciò è ancora più significativo, l’educazione può cambiare il volto d’una nazione al di là del volere dei suoi capi politici, così come accade oggi in Russia, dovunque studenti e scolari domandino più libertà. In una società libera, mi sembra che gli scolari debbano essere i primi a porsi la dolorosa domanda «sarà l’istruzione una maestra tanto buona quanto fu buona schiava nel passato?

C’è un reale bisogno di maggior libertà di azione tra unità e sistema politico. Numerose nazioni occidentali hanno elaborato chiari rapporti tra esse e la Chiesa, ma non altrettanto numerose nazioni occidentali hanno saputo elaborarli per la scuola. Questi sono solo alcuni dei problemi sorti dal processo evolutivo dell’università in seno ad una società che si trasforma.

Per essere coerente con la propria posizione, l’intellettuale deve accettare le proprie responsabilità per l’irritazione che provoca negli altri. Socrate bevve la cicuta. Vi furono, e vi saranno sempre, coloro che si sentono colpiti dai cambiamenti che si verificano nel settore educativo della società.

Ecco per Boccia, riprendere una sano controllo del pensiero farebbe bene (o anche quella dichiarazione l’ha scritta la stagista?)

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