#LoveisLove: la rivoluzione parte da Obama

La Corte Suprema americana ha bocciato la legge federale che definisce matrimonio solo quello tra uomo e donna. Era incostituzionale, violando il quinto emendamento sulla difesa delle libertà individuali.

Nella settimana milanese del Pride, arrivano buone notizie da oltre oceano.

La legge federale Doma (Defense of marriage act), in vigore dal 1996 ha riconosciuto alle coppie gay gli stessi diritti previsti dalla legge per le coppie eterosessuali.

La legge Doma, valida in tutti gli Stati Uniti, definisce il matrimonio esclusivamente come un’unione tra uomo e donna, e garantisce i diritti e i benefici del matrimonio, come l’accesso al welfare e l’eredità, solo alle coppie eterosessuali, e non a quelle omosessuali, anche se legalmente sposate.

La corte suprema ha motivato la sentenza, approvata con cinque voti favorevoli e quattro contrari, con un documento. All’esterno della corte gli attivisti per i diritti dei gay hanno festeggiato la decisione che annulla una legge considerata discriminatoria.

Il caso era stato sollevato da Edith Windsor, una cittadina statunitense che ha sposato un’altra donna, Thea Clara Spyer, nel 2007, in Canada. Thea è morta due anni dopo il matrimonio e la moglie, residente a New York, ha ereditato tutto il suo patrimonio. Ma in base alla legge Doma del 1996 il fisco statunitense non ha riconosciuto nessun diritto ereditario a Edith. La signora Windsor così fatto causa agli Stati Uniti ed è ricorsa alla Corte suprema.

Negli Stati Uniti i matrimoni omosessuali sono legali in 12 stati, mentre più di trenta li vietano. Il presidente Barack Obama ha espresso il suo apprezzamento per la decisione della corte su Twitter.

Immagine444

 

 

 

 

 

 

 

La decisione sulla Proposition 8. La corte suprema doveva esprimersi anche sulla Proposition 8, la legge approvata nel 2008 con un referendum in California, che vietava i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel paese. Su questa questione però la corte suprema ha deciso di non pronunciarsi, sostenendo che non ha competenza sui fatti locali e che la decisione dovrà continuare a essere presa dai tribunali dello stato.

La decisione di fatto spiana la strada ai matrimoni gay anche in California, visto che i tribunali californiani continuano a non ritenere valida la Proposition 8.

Il matrimonio non è solo tra uomo e donna. Adesso anche negli Stati Uniti viene riconosciuto a livello nazionale.

Con cinque voti a favore e quattro contrari, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato la legge nota come The Defense of Marriage Act (DOMA) riconoscendo anche a coniugi dello stesso sesso i benefici federali di cui godono mogli e mariti americani. La legge è stata definita una “deprivazione di libertà eque”. 

E’ l’America, la terra dei sogni, il riferimento per ogni liberale ma anche per le destre di tutto il mondo. Ma in Italia, quando guardano all’America, si chiude un occhio. Ipocriti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...