Pacchetto lavoro: una serie di cetrioli di varie misure

01-300x210La scuola è quella e Letta lo segue a perfezione. Ricordate Tremonti che disse:

Non è che la gente la cultura se la mangia

Ed ecco che si sotterra la cultura: via libera al Consiglio dei Ministri al D.L. Occupazione (qui le misure).

In materia di lavoro, questo decreto,  prevede un incentivo per i datori di lavoro,  fino a un massimo di 650 euro mensili destinato alle assunzioni stabili di giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni. Per poter accedere a questi incentivi il lavoratore , oltre rientrare nella fascia di età, deve vivere da solo, non aver conseguito il diploma e avere figli a carico. Una piccolissima fetta di cittadini potranno vedersi concretizzare un contratto a tempo indeterminato.

L’articolo 1 comma 2, quello che si riferisce proprio ai requisiti necessari per gli incentivi per le nuove assunzioni recita:

L’assunzione di cui al comma 1 deve riguardare lavoratori, di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle seguenti condizioni: a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; c) vivano soli con una o più persone a carico

Secondo quanto si evince, il decreto, è stato pensato per le Regioni del Sud, dove c’è un alto abbandono scolastico, in forte crescita. Ma in questo modo si demoralizzano le fatiche di centinaia o migliaia di persone che hanno preso un titolo di studio, si da un colpo mortale alle ragioni di tutti quei professori che giornalmente cercano di far capire, ai propri alunni, quanto sia importante andare a scuola in un contesto del genere. E’ un operazione che giustifica la visione della scuola improntata sul modello “Gelmini”.

Il Sud avrebbe bisogno di incentivi per liberare le proprie energie nascoste, far “fruttare” gli studi dei ragazzi che emigrano e poi ritornano, dare voce a quei “coraggiosi” che nonostante tutto credono in un futuro più europeo e meno provinciale di quei luoghi, per lo più, paradisiaci ma allo stesso tempo maledetti.
Maledetti perchè nel mio sud si torna all’abbandono, non ci sono soldi per l’istruzione e la cultura, ci sono interi indotti manifatturieri oramai falliti, i giovani tornano ad utilizzare l’eroina e il call center è l’isola felice dove “piazzare” i propri figli.
Questo provvedimento è sbagliato per tanti motivi ma soprattutto perchè , in una situazione di disagio, legittima l’ignoranza al posto dell’istruzione. Se i cittadini, che soffrono, sanno di ricevere incentivi per non andare a scuola, questo, nelle mie terre, produce una sbagliata idea di “vantaggio”. Oltretutto si crea disparità di trattamento considerando, nel mondo del lavoro odierno, un laureato più fortunato di un individuo senza diploma. Questo non è vero. Ci sono migliaia di donne e uomini che hanno studiato (e spesso fatto lavori terribili nello stesso tempo) e hanno conseguito un titolo da dottore o un diploma, ma alla fine sono nella stessa identica situazione di un ragazzo che non è diplomato ed è andato a lavorare a 14 anni.
Dunque attuate provvedimenti che favoriscano tutti i cittadini e non solo coloro dai 18 ai 29 anni. Spostate lo sguardo sull’individuo e non sul sistema delle imprese. Gli incentivi diamoli , in reddito , all’individuo che si trova a vivere sotto la soglia di povertà. Che sia diplomato, laureato, analfabeta , che abbia figli o che sia single. Caro Governo cominciate a far politica. Fra i cittadini non ci sono “correnti” da “sistemare” ma future generazioni da salvaguardare.

“Vedi tutto questo, figlio mio? Se ti diplomi e non hai una famiglia a carico non sarà mai tuo”.

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