Dopo gli F-35 si parli di reddito minimo garantito: il grande assente del welfare italiano

imagesLa campagna e il lavoro di Tilt continua (lo scrivevo qui).

Nel frattempo, non si può far altro che notare che l’Italia è l’unico paese europeo insieme alla Grecia. Il reddito minimo garantito mira ad assicurare la persona dal rischio di esclusione sociale, sempre più diffuso nelle società contemporanee.
 
L’ostacolo principale all’introduzione di una misura di garanzia del reddito è dipeso in passato da una sorta di “ideologia del lavoro” che accomunava le principali forze politiche e sociali del Paese. Si pensava (e talvolta si sostiene ancora oggi) che l’unico modo “degno” di partecipazione alla vita pubblica dipendesse da una mediazione con il lavoro, e che tutto ciò che fosse fuori da questa sfera della produzione meritasse l’epiteto di “assistenzialismo”.  Di fronte alla falcidia di posti di lavoro che la crisi economica internazionale sta provocando, e ancor prima di fronte all’emergere di una precarizzazione di massa del lavoro, queste posizioni conservatrici paiono destinare a cedere.
Si fa strada sempre più ampiamente la consapevolezza che alle vecchie tutele “del lavoro”, occorre associare delle nuove tutele “del cittadino lavoratore”, del soggetto cioè inserito nel mondo produttivo, anche se spesso in condizioni di inattività forzata, oppure di autoimpiego, oppure ancora in continua transizione da un impiego all’altro.
Oggi in verità l’ostacolo più impervio all’introduzione o al rafforzamento degli schemi di reddito minimo è dato dal vento di austerità che si è abbattuto sull’Italia e sull’Europa.

Le politiche restrittive attualmente in auge rischiano di vedere sacrificati i diritti sociali sull’altare della competitività. A questo ritorno di fiamma del neoliberismo va contrapposta un’opzione forte per la difesa del modello sociale europeo, che ha fatto della tutela della persona e della sua dignità uno dei punti qualificanti del suo successo.

Il reddito minimo è una misura a favore della cittadinanza attiva. La sua introduzione rafforzerebbe il senso di appartenenza alla collettività (che non può ridursi a un fatto meramente psicologico). Determinerebbe inoltre un allentamento della presa del lavoro sull’esistenza e favorirebbe la nascita o il consolidamento di modalità alternative di produrre e di vivere. Si instaurerebbe un clima sociale meno esasperato, meno competitivo, più disponibile alla cooperazione.

Le politiche neoliberiste degli ultimi decenni non hanno mancato di rivolgere la loro attenzione, per restringerne la portata, agli schemi esistenti di protezione del reddito. Le forze politiche conservatrici non hanno avuto la forza (ma forse neppure l’intenzione) di smantellare del tutto queste misure, ne hanno però ristretto le modalità di accesso, rendendo maggiormente condizionata l’erogazione del reddito minimo garantito.

E’ successo, con l’espressione workfare uno slittamento delle protezioni dalla funzione “classica” di sostegno dell’individuo, al rinnovato scopo di incitare il soggetto a reinserirsi forzatamente nel mercato del lavoro. Dunque un’erogazione sempre più magra (o comunque quasi mai riadeguata all’aumentare del costo della vita) viene spesso subordinata all’accettazione di impieghi qualunque, talvolta sottopagati o non in linea con le capacità o le aspirazioni dell’individuo. Si tratta di una china pericolosa, che rischia di rafforzare e non di smussare la segmentazione sociale e che rischia di condurre alla formazione di un mercato del lavoro duale, con una fetta di popolazione destinata a impieghi “derelitti” o di serie B.

Spero quindi che iniziative come queste si moltiplichino e che si arrivi presto all’approvazione di una legge, magari la nostra, in merito. Perché la vita non aspetta.

Intanto ultim’ora: il parlamento ( Partito Democratico, PDL e Lista Monti) respingono la mozione sul reddito minimo garantito (qui la notizia). Troppo difficile approvare qualcosa sul quale ci si era impegnati nel programma Italia Bene Comune; troppo facile continuare nella grande orgia di inciucio

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...