“Decreto del fare”: figure di _____

Il nuovo corso della DC 2.0, tuttavia per chi aveva anche qualche mera speranza (io sono al pianto e lo scrivevo qui), a dispetto del nome roboante, il “decreto del fare” si conferma l’ennesima accozzaglia di piccole misure cosmetiche per nascondere sotto il tappeto la polvere che non si cerca di gettare negli occhi del popolo bue.

  • La spuntatina Equitaliasi finge di affrontare un problema, quello dell’intollerabile asimmetria tra lo stato e i contribuenti, concedendo un po’ di respiro ai sudditi, senza tuttavia intervenire sulla radice del problema.

imagesQuesto per non dire che, per quanto odiosi, i superpoteri attribuiti all’esattore non costituiscono neanche il problema principale in materia di fisco. Il problema è l’eccessiva pressione fiscale e la scarsa qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione a fronte dell’onere in carico ai contribuenti. Neanche a dire che con il prossimo aumento dell’iva il problema si aggraverà e che i discorsi sull’IMU sono armi di distrazione dei massa utili a chi è in vera malafede o non ha capito nulla dei problemi del paese

  • Le agevolazioni nell’acquisto dei macchinari: se non polvere, sono fumo negli occhi: in un paese al 73° posto nella classifica mondiale Ease of doing business, 160° su 185 per il rispetto dei contratti, 131° per gravame fiscale e 104° per difficoltà di ottenere credito, questa misura si configura come un incentivo perverso in favore di chi è scaltro e sa muoversi nel fango di un apparato normativo contorto e disfunzionale che finisce per privilegiare gli azzeccagarbugli e i loro clienti a danno di prova in vano, è il caso di dirlo in questi termini, a “darsi da fare”;
  • Infrastrutture: Per quanto sia comprensibile che questa area piaccia molto ai politici, perché è molto utile per captare benevolenza nei feudi locali e strumento per acquisire consenso, secondo solo alle assunzioni nella pubblica amministrazione, ad un esame obbiettivo è come suggerire a una persona che si è rovinata con il gioco d’azzardo di tentare la fortuna una volta ancora, nella speranza che questa volta sia diverso;
  • Quanto al milione di processi da smaltire potevano anche moltiplicarlo per due o per tre: non credo che la fatina di Pinocchio.

Resta qualche marginale semplificazione e liberalizzazione: poche briciole da vedere cosa resterà in concreto.

Queste le misure “ottime”:

  • Sicuramente lo stanziamento di 3 miliardi di euro (prendendoli dalle risorse sul Ponte sullo Stretto e -temporaneamente- dalla TAV) per le cosiddette“piccole opere” – dalla messa in sicurezza delle scuole alla manutenzione del territorio, dal trasporto pubblico locale alla riqualificazione energetica degli edifici – e altre opere sicuramente più utili della TAV: come la linea C della metropolitana di Roma.

Le mancate proposte:

  • Beh, poteva simbolicamente mettere mano alle retribuzioni dei politici, dei dirigenti pubblici e dei manager delle imprese controllate dallo stato, una misura sicuramente marginale dal punto di vista dell’ordine di grandezza, ma che avrebbe mostrato un po’ di riguardo per una popolazione che guarda alla propria classe dirigente sempre più come ai “Li Soprani der Monno Vecchio” che nei versi del Belli puntualizzavano:

Io so io, e vvoi nun zete un cazzo

  • Avrebbe potuto ridurre le tasse sui disgraziati che le pagano, soprattutto per i redditi più bassi e spezzare quel legame perverso tra le fondazioni e le banche che soffoca la nostra economia per mantenere il controllo del credito nelle mani di pochi oligarchi. Per non incidere sul processo di consolidamento del bilancio pubblico, la riduzione andrebbe finanziata riducendo voci di spese improduttiva, o anzi dannose, quali i trasferimenti alle imprese (partita di giro per sostentare i bogliardi di stato travestiti da privati) o talune retribuzioni indebite e decisamente inique.

Per tirare le somme, far finta di fare è più facile che fare qualcosa, così come è più semplice tirare a campare piuttosto che provare a risolvere i problemi del paese. Difficile sarà per i sudditi arrabattarsi per pagare il conto dovuto alla disonestà e incapacità dei governi passati a cui si aggiunge l’ignavia di quello odierno.

Per chi volesse sapere qualcosa in più del decreto (in pillole o in supposta, a voi la scelta) cliccare qui: Decreto_del_fare.

Ora divertitevi con questo sondaggio, da me “attivato”.

Questo è un “Decreto del Fare” per (aggiungete e suggerite risposte):

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3 pensieri su ““Decreto del fare”: figure di _____

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