Legge 194 (sugli obiettori di coscienza): PD si astiene e viene superato a sinistra. Indovinate da chi?

legge-194-non-toccarlaStamattina ne parlavo qui.

Ieri, in Parlamento, il Pd si è astenuto su una mozione di Sel che chiedeva un’attuazione effettiva della legge 194, oggi fortemente limitata dagli obiettori. La mozione, fortunatamente, è passata comunque grazie ai voti del – udite udite – Pdl, che sul tema ha scavalcato a sinistra gli alleati governo con una L in meno.

La coerenza su questo tema la porta avanti Civati che qui assicura che ha votato a favore della mozione del Pd e di Sel sugli obiettori di coscienza e la 194. A proposito di coscienza.

Cosa è la Legge 194: La legge n. 194 prevede che l’obiezione di coscienza è un diritto della persona, ma non della struttura che ha anzi l’obbligo di garantire l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Eppure, le donne italiane che decidono di interrompere una gravidanza indesiderata sono spesso costrette a lunghi tempi di attesa o a tristi migrazioni da provincia a provincia, molto spesso, in altre regioni o in altri Paesi.

Si continua con la chiusura: questa idea paternalistica della fragilità emotiva delle donne, che non sarebbero in grado di decidere per se stesse, è stata perseguita al fine di rendere più difficile, se non impossibile, l’accesso all’IVG farmacologia, imponendo di fatto il ricovero ordinario dal momento della somministrazione del farmaco fino all’espulsione (in media almeno tre giorni di ospedalizzazione).

Ma la realtà è un’altra. L’introduzione di tale metodica non ha comportato un maggior ricorso all’aborto, e che il metodo farmacologico è efficace e sicuro. Delle circa 15mila donne che finora hanno fatto ricorso a questo metodo, il 76% ha scelto la dimissione volontaria dopo l’assunzione della ru486, senza che vi siano state maggiori complicazioni.

Non vi è dubbio che un più ampio ricorso al metodo farmacologico permetterebbe di ridurre i tempi di attesa, riducendo pertanto i rischi di complicazioni, la cui incidenza aumenta con l’aumentare dell’età gestazionale.

Rappresenterebbe:

  • Una contrazione della spesa sanitaria, con un più razionale utilizzo delle risorse;
  • Azioni rivolte alla prevenzione delle gravidanze indesiderate;
  • Potenziamento della rete dei Consultori Familiari per una miglior diffusione dell’uso dei contraccettivi ed un più facile accesso alla contraccezione di emergenza.

La mozione era di puro buonsenso, e chiedeva di prevedere che la non-obiezione fosse indispensabile per i nuovi assunti o i trasferiti in altri ospedali, e che i medici di famiglia debbano comunicare ai rispettivi ordini l’eventuale intenzione di esercitare l’obiezione di coscienza. Ho grande rispetto per il Pd ma credo che su questi temi civili esista in parlamento una maggioranza progressista che può esprimersi.

La domande sono:

  • Cosa potrebbe accadere se in questo parlamento tutte le forze che in modo trasversale rispetto ai partiti esprimono una maggioranza progressista, iniziassero a legiferare davvero?
  • E soprattutto cosa accadrebbe se su questi temi la maggioranza del Pd la smettesse di essere indecisa a tutto?  

Sempre ieri, questa volta nel consiglio comunale di Palermo, città in cui si terrà il Pride nazionale, il Pd si è assentato al momento del voto sul registro delle unioni civili. L’unico consigliere democratico presente ha affermato che “ci sono altre priorità”.
Uno schifo. Nient’altro.

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