Istanbul, contro la polizia un muro di libri

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Ad Istanbul, ormai da giorni, si combatte una vera e propria guerriglia cittadina tra gli studenti che manifestano contro il governo Erdogan.

Condannati come “estremisti” e “sabotatori” e nonostante gli attacchi, spesso violentissimi, della polizia, i ragazzi di Istanbul continuano la loro lotta e lo fanno, così come all’inizio della primavera araba, attraverso i social network.

Impossibili da controllare, nonostante le rappresaglie che hanno portato all’arresto di 24 utenti, i social network rappresentano l’elemento essenziale di aggregazione e condivisione sia all’interno del paese che nei confronti del mondo che guarda attonito le immagini scattate nella capitale turca.

Alcuni manifestanti però non si sono arresi e hanno pensato bene di dar vita ad un’iniziativa unica nel suo genere. Hanno deciso di costruire un muro ma non uno di quelli che separa e divide i popoli come quello di Gaza o quello che per anni, a Berlino, é stato simbolo di guerra e segregazione ma, bensì, un contenitore di parole e speranze.

Con quello che avevano a disposizione, sembra materiale da costruzione, hanno dato vita al “muro di libri” a  Taksim Gezi Park con lo slogan: “Prendete un libro e leggetelo in faccia a un poliziotto”.

Una lezione di libertà e democrazia attraverso uno dei mezzi più potenti che esistono al mondo: un libro.

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