Lotta all’evasione: ridendo e scherzando

filesLa lettura delle tabelle: Lotta alla evasione ondivaga (la notizia qui)

Le tabelle nelle quali il Ministero dell’Economia riassume  per categorie il reddito medio d’impresa o  di lavoro autonomo nel 2011, avrà procurato il ricorrente travaso di bile nei contribuenti a reddito fisso.

Non temperato dall’osservazione del combattivo segretario della Cga di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che la comparazione tra un gioielliere e uno statale è impossibile, perché nella media del primo si conteggia anche la retribuzione di magistrati, professori, manager e dirigenti. Perché anche quella dei redditi di artigiani e commercianti è una media che terrà pur conto dei loro relativi e diversi successi.

C’è piuttosto da osservare che i redditi medi diventano vagamente credibili a partire da imbianchini e muratori. Non sarà forse perché per i loro “clienti”, una legislazione recentemente reiterata, rende “utile” ai fini fiscali chiedere una fattura da mettere in detrazione alla propria dichiarazione dei redditi? Il che è vero anche per i professionisti, ma non per gli estetisti cui in pochi chiedono una qualsiasi ricevuta, se non degli spericolati consiglieri regionali.

Sorge il dubbio che se un “dissennato” parlamentare facesse approvare una legge che rendesse detraibili, anche solo per un anno, le spese sostenute nei centri estetici il loro fatturato, improvvisamente, tornerebbe quasi normale.

C’è poi un dato che il Ministero nega ai “biliosi”. Visti gli “incredibili” risultati, quanti controlli sono stati effettuati sui libri contabili di venditori d’auto, fiorai, parrucchieri, baristi, gelatai, albergatori, ristoratori, orafi e pasticcieri? E, soprattutto, quanto sono costati e quanto hanno davvero reso?

Va benissimo organizzare, come fece Monti agli esordi del suo governo, i blitz della Finanza nei negozi del lusso in vacanza vip, accertare che gli scontrini sono un optional e che le Ferrari sono intestate all’azienda del nonno per poi compilare centinaia di verbali. Poi ci si infila in un contenzioso tributario lungo e costoso che riduce a migliaia di euro i milioni che si vorrebbero incassare.E l’evasione resta a quota 120 miliardi.

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