Grillo come Briatore. Al primo click sbagliato, sei fuori

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Un mese e mezzo fa Rodotà era il miglior presidente della Repubblica possibile. Oggi è un vecchio “miracolato dal web”. Un mese fa Milena Gabanelli era una giornalista dalla schiena dritta, oggi è una delle tante che lavorano in Rai e “non sono libere”.

Se stai con me sei nuovo, giovane e onesto.  Se dici male di me finisci all’indice e diventi vecchio, antico e truffaldino. Vale per tutti. Giuristi, giornalisti, politici, cantanti, parlamentari, filosofi e filmaker.

O me o loro, insomma. Dove loro sono tutti quelli che non sono me.  Perché se parlano bene di me io perdono, adulo e promuovo. Ma se mi criticano giudico, punisco e scomunico.

Chi dice che Beppe Grillo ha perso la testa sbaglia di grosso. Il tic totalitario del comico fattosi guru è origine, e non sviluppo, del suo fare politica.  L’intrinseca scarsa abitudine alla democrazia è un tratto culturale fondante della sua sintassi retorica.

E’ un linguaggio che si fa sostanza. Ambiguamente declinandosi in modalità satiriche. Un vocabolario che dissimula la sua vera natura, si trasmette al cerchio magico degli attivisti e come uno tsunami in retromarcia vanifica ogni speranza dei tanti che hanno votato Cinque Stelle.

E’ l’ennesima prova che nel Movimento uno non vale uno. Perché il capo vale certamente meno, molto meno, di tanti altri.

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2 pensieri su “Grillo come Briatore. Al primo click sbagliato, sei fuori

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