Parte a Ny il maggiore programma di bike sharing d’America. L’economia ringrazia

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Il sindaco di New York Michael Bloomberg ha fatto le cose in grande nella sua crociata per il benessere dei cittadini. Prima ha condotto una personale battaglia per bandire le bibite exta large, poi ha voluto che la città fosse dotata di centinaia di chilometri di piste ciclabili. La sua ultima iniziativa va nello stesso senso: parte oggi Citi Bike, il maggiore programma di bike sharing degli Stati Uniti e il primo nuovo progetto su larga scala di trasporti pubblici alternativi portati avanti negli ultimi cinquant’anni. Come si deduce dal nome, l’iniziativa è sponsorizzata da Citigroup, che ha garantito un investimento di 41 milioni di dollari in cinque anni. Secondo principale sponsor è Mastercard, che verserà 6,5 milioni di dollari nello stesso arco di tempo.

Complice il suo forte legame con il Vecchio Continente, Bloomberg si è ispirato a un servizio che esiste e funziona con successo in moltissime città europee (per esempio nei Paesi scandinavi e in Italia, in località come Milano, Novara e Torino). L’idea piace a molti, ma non a tutti: c’è chi sostiene che su strade normalmente trafficate i ciclisti potrebbero rappresentare un problema ulteriore. Il sindaco non ha dubbi sull’efficacia della sua iniziativa: “E’ il libero mercato, se ci si pensa. Se le persone vogliono usare il nuovo servizio lo faranno, altrimenti continueranno a usare quelli che già ci sono”, ha detto.

Il sindaco non ha in mente solo il benessere dei cittadini, ma ha pensato anche agli effetti positivi sulle casse della città. Una ricerca del dipartimento dei Trasporti di New York mostra che le attività commerciali situate lungo piste ciclabili hanno registrato un aumento del 49% delle vendite al dettaglio. Non solo, uno studio condotto su un’iniziativa analoga a Citi Bike varata in Oregon dimostra che attività e servizi collegati alle biciclette hanno generato profitti per 400 milioni di dollari all’anno, una fetta consistente dell’indotto dell’industria turistica che nello stato vale circa 9 miliardi di dollari. “Abbiamo un fortissimo vantaggio competitivo”, ha detto Scott West, responsabile strategico di Travel Oregon, l’ente del turismo dell’Oregon, parlando di un circolo virtuoso per il turismo. “L’83% delle persone che vanno in bici, si dedica anche ad altre attività sportive, per esempio l’arrampicata”, ha spiegato.

Bloomberg ha dunque fatto i suoi conti: nel 2012 New York ha accolto 52 milioni di turisti, un record per la città e un aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente. I visitatori hanno speso 36,9 miliardi di dollari, con un impatto economico complessivo di 55,3 miliardi. Il sindaco ha fissato un obiettivo ambizioso: 55 milioni di visitatori e un impatto economico di 70 miliardi di dollari entro il 2015.

E per raggiungerlo scommette proprio su programmi come Citi Bike. A disposizione di cittadini e turisti ci sono da oggi 6.000 biciclette e 300 location a Manhattan e Brooklyn dove prenderle e riconsegnarle. Presto si passerà a 10.000 biciclette e 600 “stazioni” nei borough di Manhattan, Brooklyn e Queens. Dal 27 maggio il servizio è disponibile per chi ha sottoscritto un abbonamento annuale (costa 95 dollari, significativamente meno di quello per la rete di trasporti pubblici, che costa 112 dollari al mese), mentre i pass giornalieri (9,95 dollari) e mensili saranno acquistabili dal 2 giugno.

E’ tuttavia presto per stabilire se sarà un successo e i numeri non aiutano a fare previsioni certe. La quantità di persone che si sposta in bicicletta è rimasta sostanzialmente invariata nel 2012 dopo il rialzo del 26% nel 2009, del 13% nel 2010 e dell’8% nel 2011.

Le previsioni per il bike sharing non sono chiarissime, ma non c’è neppure nulla che lasci pensare che sarà un fiasco. A conti fatti valeva dunque la pena di provare, tanto più che il progetto è in divenire da lungo tempo.

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