Riattiviamo il lavoro

rockefeller-lavoroAccoglienza e legalità: è un binomio che ritengo fondamentale. Una forte domanda di legalità si alza da chi opera nel sociale, da chi si occupa di ospitare chi è in difficoltà, da chi si prende cura di queste persone per aiutarle a ritrovare diritti, autonomia e cittadinanza. Per questo, è necessario che il terzo settore si impegni in prima persona nella lotta a tutte le mafie e, in questa battaglia, credo ci siano segnali più forti di altri. Sono quelli legati ai beni confiscati alla mafia destinati ad attività sociali e alle aziende confiscate che riescono a funzionare creando occupazione e benessere.

Di queste ultime, in particolare, è urgente occuparsi. Il quadro è allarmante: in Italia (al 3 settembre 2012) sono 1636 le aziende confiscate e il 90 per cento di queste è destinato al fallimento, con circa 80.000 lavoratori coinvolti. La Lombardia, dopo Sicilia e Campania, è la terza regione per confische: il 12 per cento delle aziende sottratte alla criminalità organizzata si trova all’ombra del Pirellone. É l’ennesimo dato che ci mostra quanto nella nostra città e nella nostra regione la corruzione sia presente, a volte in modo sistemico. Ed è anche uno dei tanti motivi per i quali, anche sul nostro territorio, penso sia importante sostenere la campagna “Io riattivo il lavoro”.

L’iniziativa, lanciata a livello nazionale dalla CGIL lo scorso ottobre, punta a raccogliere le 50.000 firme necessarie per intraprendere l’iter di approvazione della legge di iniziativa popolare intitolata “Misure per favorire l’emersione alla legalità delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata”. È possibile aderire fino a fine mese e proprio per questo, domani, abbiamo deciso, con Acli e Libera, di organizzare una giornata di sostegno alla campagna presso la Casa della carità.

In un frangente in cui chi ospita è tacciato di farlo in nome del buonismo e non delle regole, è un incontro che vuole ribadire come l’accoglienza vera sia quella che cammina nel solco della legalità. É la legalità il punto di partenza per raggiungere davvero una cultura di cittadinanza, fatta di serenità e ottimismo verso il futuro, anche nelle situazioni più complesse. Per farlo però non servono parole, ma fatti. E firmare per la campagna “Io riattivo il lavoro” è uno di questi.

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