Come in cielo così in guerra: morire di austerità

debito-pubblico-sovereignNon c’è un grande cielo fuori dalle nostre case. C’è tempesta, incertezza e confusone.

Sud, giovani, disoccupazione, economia accantonati per dare spazio (invece) a mirabolanti acrobazie per tenere in piedi un governo di sale e zucchero.

Esempio: il piano di garanzia europeo per i giovani? Pochi spiccioli, che non bastano per risolvere il dramma del lavoro al Sud. Il “programma” presentato dal Ministro Giovannini è propedeutica a una adozione di vera riforma della politica economica (quelli che in tanti reclamano da anni). Avviare inziative sull’esigenza di riformare i servizi all’impiego, potrebbero non avere un effetto auspicato (almeno sui fondamentali economici). I servizi dovrebbero favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma il vero nodo è che il lavoro non c’è affatto. Si punta anche sul superamento delle rigidità nella stipula dei contratti a tempo determinato. Eppure non è questo il vero motivo per cui le imprese non assumono. Il problema è la mancanza di ordini e il crollo delle vendite.
Il piano europeo di garanzia per i giovani ammonta a 6 miliardi, che significano appena 400 milioni a livello italiano. Se mettiamo a confronto tutte le manovre restrittive che ci ha imposto l’Europa, che hanno un valore di ben 81 miliardi di euro, è evidente che questi 400 milioni sono briciole.
Immagino che un governo con forte ispirazione europeista (come deve essere) dovrebbe ottenere da Bruxelles una riforma della politica economica. Ma è difficile, perché la crisi oggi è asimettrica, colpisce soprattutto i cosiddetti Mezzogiorni d’Europa e meno il Nord del Vecchio Continente. Il rischio è che se l’Europa non eroga più risorse per l’occupazione in questa situazione drammatica, qualcosa di grave può accadere.

E ha ragione Nichi Vendola quando con il patto di stabilità si muore. Ed è per questo che Si è creato un asse tra 4 Regioni per chiedere un allentamento del Patto di stabilità.  Controcorrente Giovannini che ha invitato ieri le amministrazioni a concentrare i fondi disponibili sulle azioni più rilevanti.

Verità. È vero che negli anni scorsi una quota di risorse destinate alle Regioni è stata sprecata in prebende clientelari. Quindi, Giovannini fa bene a lanciare questo monito. Ma è anche vero che il taglio dei trasferimenti complessivi dallo Stato alle Regioni è stato del 40% negli ultimi cinque anni. Con queste politiche di austerità, quindi, serve a poco uno spostamento da una voce di spreco ad una più efficiente.

Insomma, come in cielo così in guerra.

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