I giorni dell’arcobaleno

I giorni che spazzarono via Pinochet: la storia di una rivoluzione partita dalla televisione.

C’era una volta un referendum, preceduto da una campagna pubblicitaria televisiva, che permise a un’intera nazione di uscire dalla dittatura. Non è una favola ma la realtà del Cile nella seconda metà del 1988, che Pablo Larraín ha deciso di raccontare nella sua pellicola “NO – i giorni dell’arcobaleno”.

Per ventisette giorni consecutivi, la televisione cilena, veicolata solo all’autocrazia del governo militare negli ultimi quindici anni, esce dalla sua censura. Quindici minuti sullo schermo ogni giorno devono servire ad aprire gli occhi al popolo cileno per potersi liberare dall’uomo che ha calpestato i diritti umani e messo in ginocchio il Cile, causando migliaia di morti, desaparecidos e violenze di ogni sorta.

Il fallimento della campagna ha delle conseguenze ben precise: la permanenza di Augusto Pinochet al potere fino al 1997.

Il partito del No, con il suo arcobaleno a simboleggiare l’unione di tutti gli spettri politici oppositori al regime e il desiderio di un futuro migliore, avrà però la meglio. Il 5 ottobre dell’88, otterrà infatti il 55,9% dei voti.

Il resto è storia.

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