Una Critical Mass per la Politica: “pedalare” insieme per (ri)trovarsi uniti

critical-massCritical Mass è un fantastico esempio di azione collettiva, travalica i consueti schemi che pongono all’origine dei movimenti sociali “grandi uomini” o “brillanti ingegni”. Spesso un gruppetto di persone cominciava a “pedalare” insieme e questo attirava altri a unirsi, poi aumentavano costantemente di numero fino a diventare un elemento di peso nel panorama politico e sociale della città. La facilità con cui si è diffusa in tutto il pianeta è la prova evidente (e un rifiuto creativo) dell’esistenza di una strisciante monocultura che accomuna le città più disparate.

In Italia si ha perfettamente chiaro il concetto di spazio comune, della discussione e della loro importanza politica. Nonostante lo storico declino della Sinistra che si patisce, Critical Mass è stata un grande incentivo per un gruppo di cittadini combattivi e appassionati nel trovare un nuovo modo di rapportarsi alla città. È stata una cosa magica. Almeno duemila ciclisti si sono riversati per strada, pedalando lungo il tortuoso percorso delle vie cittadine.

Forse esiste un ciclo vitale di una Critical Mass, che varia nella durata, ma segue un percorso sempre uguale. In definitiva, sembra esserci una traiettoria comune per cui un gruppo parte con pochi partecipanti e lentamente guadagna adepti, mese dopo mese per anni, e finalmente esplode in una data città con migliaia di partecipanti, per la maggior parte dei casi avversato da stampa e autorità.

L’euforia di un recupero collettivo e sereno dello spazio urbano è difficile da sostenere dopo un po’.

Critical Mass confonde le persone perché non è un’organizzazione e non ha obiettivi politici nel senso comune del termine. Sì, andiamo in bicicletta. E la prima motivazione tuttora valida di ogni ciclista è avere visibilità e sentirsi un fruitore delle strade cittadine come tutti gli altri.

Il tipo di pensiero cooperativo, creativo, che ha guidato le esperienze nei primi anni di vita del movimento e che lo ha diffuso in varie forme in tutto il mondo, il fondamento è uno solo: è il recupero di uno spazio pubblico da una cultura tesa a privatizzare ogni cosa e a ridurre la vita umana a un insieme di transazioni commerciali. Critical Mass si è sempre posta al di fuori di questa logica commerciale, proponendosi come zona di libera associazione assolutamente avulsa da meccanismi di compravendita.

Ripianificare le strade cittadine su nuove basi, reinventandole, almeno temporaneamente. Rotolare ovunque, non fermarsi mai. Essere uno spazio pubblico in movimento, in definitiva, che cambia in relazione alla geografia, al flusso e al deflusso dei partecipanti.

Inserire il divertimento nella politica

Pensare a una scuola di pensiero che ponga l’accento sui problemi degli “altri” per rivalutare la necessità di una politica che fosse attenta alla vita quotidiana, basata sulle proprie esigenze.

Strade e autostrade rappresentano anche arterie vitali di un’economia capitalistica globalizzata e l’obiettivo è tenerle aperte e che ci si possa muovere a maggior velocità possibile. Spesso sottovalutata, la conquista delle strade principali da parte di una massa di ciclisti con cadenza mensile regolare. Quando i lavoratori precari, i tecnici professionisti, le cameriere, i pony express, i tirocinanti, ecc pedalano insieme sono in realtà uniti in modo molto più ampio e profondo in una rivolta politica di questo inizio del XXI secolo che vede nel capitalismo sfrenato la leva che scatena la rabbia. Stimolare le persone di città e nazioni per ridefinire il nostro stile di vita.

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