L’inciucio è già tra noi

inciucio copertinaGiorni fa il Pd di Bersani che proclamava “con Grillo o muerte”, si è sdoppiato nel Pd di Renzi e dei tanti che si aggregano convinti che l’accordo col Pdl sia preferibile a nuove elezioni. O forse no, si tratta della stessa minestra che ciascuno vorrebbe essere lui a servire in tavola.

Tra qualche settimana il successore di Napolitano potrebbe trovarsi sulla scrivania le larghe intese di Napolitano già cucinate a puntino poiché, dice l’Ecclesiaste, ogni cosa ha il suo momento. Prossimamente trattativa di Bersani con Berlusconi, dunque, ma per fare cosa? Dice Franceschini: “Esecutivo di transizione che dia ossigeno e faccia le riforme”. Parole vuote che nascondono una gigantesca spartizione di potere tra le due principali coalizioni, escludendo il M5S e lasciando le briciole a Monti. La partita grossa naturalmente è il Quirinale. Pd e Pdl devono concordare un simil Napolitano che garantisca entrambi per sette anni.

L’identikit dell’ex segretario Pd è solare: “persona con esperienza politica e parlamentare, niente operazioni d’immagine che piacciano ai blog e alla Rete”.

Quindici poltrone di Stato da rinnovare al più presto. Da Cassa Depositi a Finmeccanica, senza contare l’Eni dove i guai giudiziari di Scaroni potrebbero anticipare un avvicendamento al vertice.

L’esercito del sottogoverno da sistemare. La campagna elettorale è fatta soprattutto di promesse da mantenere, altrimenti la prossima volta quelli i voti non li portano più. Ecco, le elezioni anticipate a cui tutti si preparano con le promesse di moda. Tanto che perfino B. propone l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti lasciando da solo Bersani a difendere i soldi della casta.

Si voterà forse già in autunno o nella primavera 2014, insieme alle Europee. In questo schema il nuovo governo o governicchio sembra l’ultima delle priorità. Per il tempo che deve durare e per ciò che deve servire, può anche sopravvivere l’esecutivo Monti. L’Europa gradisce, come dimostra il via libera al decreto sulle somme dovute dallo Stato alle imprese.

Senza spocchia. Senza pregiudizio. Il fatto è che un governissimo con B porterebbe il paese nella palude e il centrosinistra al divorzio irrevocabile col proprio popolo. Non si può fare. È contro natura.

Dice Grillo: con l’inciucio la gente scenderà in piazza con i bastoni. Le urla ai funerali di Civitanova dicono qual è il clima. Ma c’è chi fa finta di non sentire.

E da un profumo di Sinistra ora si sente profumo di merda 

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