La fine di Craxi? No, l’inizio di un Paese civile

Man Behind BarsC’è un anziano e ricco signore che, per sua stessa ammissione, non vuol fare “la fine di Craxi”. E, sentendosi perduto, chiede una soluzione politica ai suoi processi. Come imputato ha giustamente diritto a essere condannato solo al di là di ogni ragionevole dubbio. Solo che lui sulla cosa ci ragiona da anni. E deve essere giunto alla conclusione che di dubbi ve ne sono davvero pochi. Troppi processi in corso per sperare che vadano tutti bene. Troppi reati per sperare di farla di nuovo franca.

Così i nominati del suo partito, tra i quali figurano 34 indagati e quattro pregiudicati, si presentano in massa a palazzo di Giustizia non per costituirsi, ma per dare un segnale preciso: questa volta siamo stati buoni e civili. La prossima, chissà.

È uno stile che in Sicilia la gente conosce bene. Arriva uno, entra in negozio e dice gentile: “Bello questo negozio, bello questo bancone, belle queste tende. Bedde, beddissime. Certo che sono tutte infiammabili”.

A volte il commerciante sta zitto e paga. A volte supera la paura, denuncia e vince. Sarebbe ora che qualcuno nel Pd come al Colle provasse a vincere. Non per loro ovviamente. Ma per noi e per ciò che resta di questo disgraziato Paese.

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