#dettoVanni Proposte per la Lombardia: dalla Sostenibilità la crescita e il lavoro

SostenibilitaSostenibilità

Immaginate quanto spazio pubblico potremmo recuperare liberando le nostre città da quei milioni di automobili che le intasano, occupandole improduttivamente per la stragrande maggioranza del loro (e del nostro) tempo di vita. Immaginatevi per un istante di camminare senza quell’infinito e pervasivo groviglio di auto parcheggiate che pare essere divenuto ormai parte dell’aspetto naturale delle nostre città.

Mentre molte città europee competono fra loro sul terreno della sostenibilità e della migliore qualità della vita che ne risulta, gran parte di quelle italiane sono ancora vittime del blocco del cemento e del partito dell’automobile: due grandi industrie che hanno bisogno di essere riconvertite a modelli e stili produttivi più moderni. Da questo punto di vista, i vantaggi collettivi che le amministrazioni comunali sono riuscite a strappare nel corso di uno dei più intensi cicli edilizi della storia – quello che attraversati tutti gli anni Duemila si e concluso con la grande crisi nella quale siamo ancora immersi – sono davvero modesti. La chiave interpretativa della sostenibilità illumina l’insopportabile ritardo accumulato ma anche l’occasione straordinaria di cui disponiamo oggi per innalzare nettamente la qualità della vita urbana.

Nel futuro dovranno senza dubbio figurare una decisa proposta di fuoriuscita dalla civiltà dell’automobile, un riorientamento degli investimenti pubblici e della domanda privata verso il trasporto collettivo e la mobilita dolce, un governo dello sviluppo immobiliare che arresti il parossistico consumo di suolo che fragilizza il nostro territorio mettendo a repentaglio le nostre vite e umiliando la nostra irrinunciabile aspirazione alla bellezza.

Nelle città del futuro focalizzarsi sulla produzione di cibo al suo consumo, coltivando il senso di responsabilità ambientale degli italiani.

Riportare i bambini a contatto con l’agricoltura, school garden e urban farm – ma pensate anche a cosa potremmo fare dei tetti, a partire dai roof garden che si moltiplicano in giro per il mondo – si moltiplicheranno nelle aree abbandonate e negli spazi interstiziali (molto più abbondanti di quanto si creda) delle nostre regioni urbane. Molta della produzione di energia sarà rinnovabile e decentrata grazie a una riconversione imponente ma molecolare della brutta e inefficiente edilizia del boom: alcuni usi e consumi privati torneranno ad essere collettivi – quindi “risparmiosi” di energia ma generosissimi in relazioni sociali – con la diffusione di forme sempre piu avanzate di co-housing.

Il ritorno dell’agricoltura urbana e periurbana alimenterà poi la domanda di concimi naturali, che scaturiranno dagli stessi rifiuti organici degli abitanti delle città, ora ritornati ad essere risorse grazie a un’estesa rete di compostaggio.

Questi sono solo alcuni dei progetti che figureranno alla voce sostenibilità. Avvicinare l’uomo alla propria esistenza e a quella degli altri: questa e la verità etica della sostenibilità. Della prossima Lombardia

piede

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...