Angela Bruno: ti chiedo scusa. E ti invio un mazzo di fiori: sono con le donne

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Ad Angela Bruno chiedo scusa.

Angela, da uomo ti chiedo scusa. L’altro giorno si è assistita all’ennesima, vergognosa scena che da oltre un decennio macchia la politica italiana. Il video è passato su tutte le TV. Lei visibilmente nervosa e imbarazzata, cercava di rispondere seriamente, mentre l’ex premier continuava con il suo atteggiamento maleducato.

Ma è stato molto significativo il comportamento degli altri, dei presenti alla scena. Nessuno di loro ha preso le sue difese: limitati a farsi una risata. Si tratta di un comportamento che pochi hanno notato e ancor di meno hanno stigmatizzato.

Ma in quel comportamento c’è tutto il peggio dell’Italia e – tutto sommato – perchè l’Italia vota Berlusconi.

Innanzitutto c’è il disprezzo verso le donne: lei viene umiliata, ma nessuno muove un dito per difenderla. Perchè? Perchè è una donna, quindi può essere umiliata. Si tratta di quello stesso sentimento che sta alla base di quello che molti – usando un termine semanticamente orrendo – chiamano femminicidio. Il concetto di una donna da usare per il proprio divertimento; ed è un comportamento al quale lei si deve stare. Se non si sta, se si ribella, se vuole far ricordare di essere una persona e non un oggetto, scatta la reazione violenta: botte e magari una coltellata o un colpo di pistola per uccidere la persona.

Poi c’è il discorso della subalternità: lei è una subalterna, i suoi capi sono uomini. Quindi quando il capo (che in questo caso è Berlusconi, dato che ai dirigenti della società conviene tenerselo buono per ogni evenienza) fa apprezzamenti volgari e offensivi, la subalterna se li deve tenere, non importa quanto imbarazzata ed umiliata ella sia. E nelle immagini si vede: non guarda Berlusconi, guarda verso le prime file dei dirigenti, da una parte a chiedere aiuto; dall’altra a cercare un qualche sostegno che non arriva. Anche qui è un comportamento che purtroppo si ripete fin troppo spesso, sia nella variante dirigente maschio-subalterna donna, sia nella variante dirigente femmina-subalterno maschio; sia nella variante “soft” del ricatto implicito (accetta o subirai conseguenze sul lavoro) o dell’accettazione da parte del subalterno o della subalterna (Io ci sto, ma tu mi paghi) sia nella variante più dura dello stupro sul luogo di lavoro.

Tutti comportamenti che sono tipici del retaggio maschilista e sciovinista di una certa Italia. Ma sono anche comportamenti che nel tempo sono diventati di uso comune prima attraverso i film erotici degli anni ’70 e ’80 (quelli oggi conosciuti come “commedia sexy”) sia attraverso l’uso sempre più disinvolto delle ragazze in Tv solo dal punto di vista dell’aspetto. Da Drive In degli anni ’80 (con personaggi come Lory Del Santo, le Bombers ed altre ragazze la cui presenza era lo stacco tra uno sketch e l’altro) fino alle veline e similari presenti in tutti gli show che oggi si vedono. Sono tutti esempi dove la donna ha un ruolo praticamente nullo, se si esclude il “dovere” di mostrare generosamente il proprio corpo. Insomma, essere quella donna oggetto che spesso è nella fantasia sessuale maschile, ma che non si trova nella realtà.

Il problema non è stato il comportamento di Berlusconi: l’individuo è quello e non ci può aspettare altro; ma il comportamento del pubblico. Oppure, usando una celebre frase: “Io non me la prendo con te che fischi; ce l’ho col tuo vicino che non ti butta di sotto

Scusa e le chiedo inviandoti un mazzo di fiori che a giorni arriveranno presso la tua azienda la quale spero non intraprenda alcuna iniziativa di licenziamento o altro.

piede

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5 pensieri su “Angela Bruno: ti chiedo scusa. E ti invio un mazzo di fiori: sono con le donne

  1. Caro Sig. Vanni Salvemini,
    in un’era in cui noi donne abbiamo VOLUTO la parità dei sessi,quindi siamo volute diventare donne “in carriera”….potrebbe cortesemente spiegarmi perché dovremmo “essere difese”?
    Lei incolpa i presenti nella sala,soprattutto i dirigenti…Insinua pure di vedere chiaramente dallo sguardo della Signora Bruno che lei sia imbarazzata e che cerchi con lo sguardo l’appoggio e l’intervento dei suoi capi..Mi scusi se mi permetto,ma Lei è x caso uno psicologo?
    Se la risposta è no,Le chiedo…sta forse scrivendo tutto ciò x ottenere visibilità?
    Perché in questi giorni sembra che ci sia la corsa ai blog a commentare quanto accaduto solo ed esclusivamente x ottenere VISIBILITÀ!
    Se fosse stato presente in sala avrebbe avuto tutto il diritto di commentare come ha fatto.
    Ci sono TANTE cose che non si possono vedere dai video messi in circolazione sul web.
    Io credo che,ad azione corrisponda conseguenza;e che,nel momento in cui ci si prende una responsabilità simile (cioè quella di salire su un palco di fronte a centinaia di persone,innumerevoli giornalisti e al fianco del Sig. B.,uomo che tutti conoscono)si debbano assumere anche tutte le “ripercussioni” che ne derivano.
    Questo è sintomo di maturità,intelligenza…e si chiama PRAGMATISMO…vocabolo che in quest’Italia si è smesso di mettere in pratica da molto tempo.
    Tutto ciò senza nulla togliere alla Sig. Bruno,che vorrei però sottolineare…ha deciso da sola di salire su quel palco!
    Ora tragga Lei le sue conclusioni,magari riflettendo se è giusto attaccare persone che Lei non conosce ed in una situazione di cui Lei ha visto solo ciò che ai giornalisti faceva comodo far vedere a sole due settimane dalle elezioni.
    STIAMO SOLO FACENDO IL LORO GIOCO..E LO STIAMO ALIMENTANDO.
    Distinti saluti.

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    1. @pamela Il tema del mio post era diverso. Il senso era quello di restituire la centralità del ruolo della donna nella società attraverso il rispetto e la dignità. Per troppo tempo, da uomo, mi sono vergognato di sentire e guardare scene da “drive in”. Non scrivo per ottenere visibilità, ne tantomeno sono alla ricerca. La corsa non è stata ( ne è ) a chi la “spara più grossa”. Piuttosto credo che quello che si distanzia da questo marciume è il più saggio. Sono vicino alle donne senza se e senza ma. E senza opportunismo. Saluti

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